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Rapina alla gioielleria, identificato il rapinatore morto

Il rapinatore morto ieri sera dopo la tentata rapina alla gioielleria Luxo di Zancan, a Ponte di Nanto, è stato identificato. Si tratta di Albano Cassol, 40 anni, nomade nato a Vicenza, nel riquadro dell’immagine che pubblichiamo sopra. L’uomo è deceduto a seguito del conflitto a fuoco scaturito con il benzinaio che vedendo la scena ha preso il suo fucile ed ha esploso tre colpi, i banditi hanno risposto con sette o otto colpi e uno di loro è rimasto gravemente ferito. Il cadavere è stato trovato a duecento metri dalla gioielleria, all’interno della Renault Laguna usata dalla banda per fuggire dopo il l’assalto fallito, dopo che l’auto ha perso il controllo poiché guidata da Cassol, già ferito.

I suoi complici sono scappati, lasciando l’uomo in macchina, a bordo di un’Audi 8, la seconda auto usata per arrivare alla gioielleria. Le indagini continuano e sono state affidate al pubblico ministero Cristina Gava. Il benzinaio, Graziano Stacchio, ieri sera è stato portato in caserma per essere interrogato e ora bisogna capire se il colpo che è stato fatale a Cassol è stato sparato dal suo fucile o dal fuoco amico. Stacchio è stato iscritto nel registro degli indagati e per lui potrebbe profilarsi l’accusa di eccesso colposo in legittima difesa.

La sua posizione verrà chiarita meglio a conclusione delle indagini che saranno “condotte con tutta la debita accuratezza – ha detto il procuratore della Repubblica, Antonino Cappelleri, –  ma si presentano articolate e necessitano di plurimi accertamenti tecnici, per cui gli esiti non possono essere immediati, anche quanto alla necessaria ricostruzione dinamica dell’accaduto”.

“In funzione di esse, – ha aggiunto il magistrato –  l’iscrizione a registro degli indagati del cittadino intervenuto, Stacchio Graziano, è atto dovuto, reso indispensabile dall’esigenza di garantire la partecipazione e l’interlocuzione della Difesa agli accertamenti tecnici. Pertanto, l’astratta ipotesi di reato che interessa lo Stacchio è quella di eccesso colposo in legittima difesa ovvero nell’uso legittimo delle armi, ma la situazione processuale sarà meglio determinata, sia sotto il profilo di configurazione giuridica che di effettiva responsabilità, solo all’esito delle indagini, che saranno compiute con ogni attenzione, obiettività e diligenza”.

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