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Rapina, il commento delle categorie produttive

La rapina di ieri a Ponte di Nanto, il suo tragico epilogo, hanno portanto in primo piano il problema della criminalità dilagante sul territorio vicentino. E non mancano, oltre a quella del presidente della Regione, le prese di posizione di altri, a cominciare dalle associazioni di categoria. Tra di esse Confcommercio che parla di un “problema della sicurezza dei cittadini e delle imprese che si mostra in tutta la sua evidenza. Furti, rapine, aggressioni – sottolinea il presidente di Confcommercio Vicenza, Sergio Rebecca, – fanno registrare un’escalation senza precedenti. Quello che fa più rabbia è che nonostante l’impegno delle forze dell’ordine, questi delinquenti, anche se colti sul fatto, tornano presto in libertà, continuando a delinquere con sprezzo della nostra società e delle nostre leggi”.

Per Confcommercio dunque si ha la sensazione ormai di di vivere e lavorare in un territorio non più sicuro. “Le attività commerciali – dice Rebecca – vengono prese d’assalto come i bancomat. Oltre ai problemi conseguenti alla crisi economica, al calo delle vendite e all’aumento delle tasse, chi ha un’attività imprenditoriale deve sopportare anche i costi economici e sociali del fenomeno criminale. Si contano i danni e si riapre il negozio, nonostante tutto. Per difendersi si stipulano polizze costose, si installano sistemi di videosorveglianza, impianti d’allarme, inferiate, vetri antisfondamento. Ma tutto questo è un deterrente che a volte non basta, e soprattutto non toglie la paura di essere presi di mira”.

Rebecca torna quindi a parlare delle misure per frenare il fenomeno della delinquenza. “Innanzitutto – sottolinea – è inaccettabile che Governo e Ministro degli Interni non si facciano carico del problema, esortando misure ad hoc, anche per i singoli territori. Non è tollerabile assistere nelle nostre città a scene di sparatorie e di atti di terrore. E’ essenziale  fare funzionare la giustizia, poiché se non c’è giustizia vengono a cadere le garanzie fondamentali per i cittadini e per le imprese. Deve ritornare la certezza della pena. Progetti di legge di riforma della giustizia civile e penale ce ne sono, basta farli approvare, prima di pensare ad altri decreti svuotacarceri”.

“La politica – conclude il presidente di Confcommercio – ha il compito di dimostrare che ha la capacità di affrontare la questione in tutta la sua gravità e di intervenire per dare forza alla lotta al crimine. La mancanza di sicurezza in primis, oltre che le incertezze sul fronte economico e del lavoro, sono situazioni che alimentano un malessere sociale che non va per nulla sottovalutato”.

Anche Confartigianato intyerviene per dire la sua. “Il drammatico fatto delle ultime ore – osserva Agostino Bonomo, presidente di Confartigianato Vicenza, – riporta alla ribalta i rischi connessi nel Vicentino alle attività del mondo orafo, ma l’escalation degli episodi criminosi di questo periodo dimostra che, anche nell’artigianato, nessun settore è immune da colpi malavitosi, si tratti del pasticcere come del meccanico, del panificatore come di qualsiasi altra sede o magazzino aziendale vittime di furti”.

“Gli incontri informativi – prosegue Bonomo – che come Confartigianato abbiamo organizzato con le forze dell’ordine, alle quali va sempre tutto il nostro appoggio, ci hanno fornito utili elementi e suggerimenti in materia di prevenzione, ma è chiaro che territori ad alta densità produttiva come il nostro necessitano di una rafforzata opera di contrasto, dotando di quanto serve chi è preposto a garantire la sicurezza non solo delle imprese, ma di tutti cittadini”.

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