sabato , 19 Giugno 2021

Prosa, Riccardo III al Comunale di Vicenza

E’ con un grande personaggio shakespeariano il prossimo appuntamento di prosa del Teatro Comunale di Vicenza, secondo omaggio al Bardo di questa stagione dopo il Falstaff interpretato da Giuseppe Battiston. Di scena sarà infatti, martedì 10 e mercoledì 11 febbraio, il Riccardo III, interpretato da Massimo Ranieri, che cura anche la regia. Le musiche originali sono state composte da Ennio Morricone mentre la traduzione del testo è di Masolino D’Amico, scene di Lorenzo Cutuli, costumi di Nanà Cecchi, luci di Maurizio Fabretti.

Nella seconda data dello spettacolo, mercoledì 11 febbraio, alle 19.30 si terrà, come di consueto, nel Foyer del Teatro, l’Incontro con l’Autore, con lo stesso Massimo Ranieri, intervistato e presentato al pubblico da Antonio Stefani, giornalista di teatro e musica per Il Giornale di Vicenza. Questa nuova versione di “Riccardo III”, ambientata negli anni ’40, ha debuttato nel luglio 2013 al Festival Shakespeariano di Verona, al Teatro Romano. Concepito per i grandi spazi all’aperto, lo spettacolo è ora in tournée nei più importanti teatri italiani.

Come ci dice l’attore e regista napoletano nelle sue note di regia : “Dopo averlo letto e riletto, ho capito chiaramente una cosa: Riccardo III non è soltanto personaggio straordinario, è soprattutto un grandissimo attore. Riccardo III è il numero uno dei malvagi, è il grande genio della rappresentazione del potere. Perciò, io non interpreterò un personaggio, interpreterò un attore. Del resto, non sono grandi attori tutti gli uomini di potere? Non recitano un ruolo che deve suscitare applausi, consensi, se non addirittura idolatria da parte di uomini e donne che diventano loro gli ignari personaggi della sua commedia? Riccardo, poi, indossa i costumi della malvagità meglio di chiunque altro e allora via via che continuavo a leggere e rileggere mi è apparso sempre di più in bianco e nero. Anzi, in bianco e noir. Perché se i gialli svelano le colpe dalla parte dei buoni, il noir ci fa guardare il mondo con gli occhi dei colpevoli, ci spinge a scoprire fin dove possono arrivare le radici dell’umana cattiveria. Questo Riccardo III l’ho immaginato inquietante e accogliente, proprio come quei grandi film noir che abbiamo profondamente amato. Per provare a intravedere sulla scena l’eterno mistero del male”.

Con questo suo lavoro Massimo Ranieri compie un salto impegnativo, da regista e interprete principale, confrontandosi con un’opera complessa, la più lunga di Shakespeare. “E’ il malvagio re di York – si legge ancora nella presentazione dello spettacolo – un uomo assetato di potere, ambizioso e senza scrupoli, capace di colpire anche i più stretti congiunti senza rimorsi. Cupo, a tratti quasi vampiresco, avvolto in un mantello nero e attorniato da cortigiane in lunghe vesti ed eleganti uomini in smoking che fumano discutendo delle sorti dell’impero. Ranieri decide di compiere un salto temporale: siamo negli anni quaranta del ‘900, la scena scorre su una scenografia rotante in ferro che si trasforma di volta in volta in castello, sala del trono, mausoleo e tomba”.

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