mercoledì , 21 Aprile 2021

Centri storici, anche un negozio chiuso può aiutare

Uno dei tanti effetti negativi della crisi è la grande quantità di negozi chiusi, in particolare nei centri storici delle città. Conseguenza, ulteriormente negativa, è l’evidente stato di abbandono e degrado, con i suoi riflessi per la sicurezza dei cittadini. Va dato atto che le amministrazioni comunali tentano di rianimare i luoghi di aggregazione pubblici con eventi di ogni genere, dimenticando però di intervenire lungo i vari percorsi di accesso, generando così una dannosa percezione negativa a turisti e concittadini. Cosa fare ? “Su le serrande” potrebbe essere un’iniziativa utile. Di che cosa si tratta? Stimolare chi ha un negozio chiuso a concedere le vetrine per promuovere una comunicazione positiva.

Qualche esempio: applicare delle grafiche di attività delle associazioni di volontariato o altri messaggi incentivanti il bene comune; consentire un uso gratuito delle vetrine dei locali per l’esposizione di opere artistiche o artigianali prodotte dalla comunità circostante; concedere in comodato d’uso temporaneo gli spazi interni alle varie associazioni di volontariato per attività creative utili alle loro finalità; consentire un uso temporaneo delle vetrine alle attività confinanti per dar loro una promozione utile anche ad uno sviluppo economico.

Sarebbero, a mio avviso, suggerimenti virtuosi le cui ricadute positive interesserebbero tutti: i proprietari perché avrebbero la possibilità di proporre il loro bene in un modo migliore nei principi di una responsabilità sociale; le pubbliche amministrazioni, per la dimostrazione di una sensibilità a costo zero utile al miglioramento del decoro e quindi contro il degrado e l’insicurezza; per le associazioni di volontariato, che potrebbero promuovere gratuitamente le loro finalità e concrete capacità.

Mi auguro che questa mia proposta possa essere servire a stimolare altre idee, utili a generare modi nuovi di vivere nelle comunità, con una partecipazione attiva dei cittadini consapevoli che la qualità della vita di ognuno di noi non può essere distinta da un contesto sociale e da principi di solidarietà concretamente applicati.

Lucio Zaltron

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