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El Greco, particolare dell’altare della chiesa dell'Ospedale Tavera, Toledo

Vicenza, gli altari di El Greco al Palladio Museum

Perchè si chiamava così? Sicuramente, com’è intuibile, per le sue origini greche. Gli spagnoli, senza giri di parole, lo chiamarono El Greco perchè Doménikos Theotokópoulos era nato nel 1541 a Candia, cittadina di Creta – la più grande isola greca – e si era poi trasferito in Spagna, dove morì nel 1614 a Toledo. A El Greco, pittore, scultore e architetto vissuto anche in Italia e figura di spicco del Rinascimento spagnolo, è dedicata la mostra El Greco, architetto di altari – Fotografie di Joaquín Bérchez, che il Palladio Museum di Vicenza, sede del centro internazionale di studi Andrea Palladio, propone dal 28 febbraio al 14 giugno 2015.

In collaborazione con Instituto Cervantes, Real Academia de Bellas Artes de San Carlos Valencia e Municipality of Heraklion, la mostra vicentina viene inaugurata domani, venerdì 27 febbraio alle 18, con un intervento del direttore del museo Guido Beltramini, dello storico dell’arte Howard Burns e dello stesso Joaquín Bérchez. L’esposizione dedica un’importante finestra culturale all’artista ellenico in occasione del quarto centenario dalla morte, offrendo ai visitatori un capitolo poco conosciuto dell’attività del pittore, il suo lavoro architettonico del retablo, la progettazione di altari. Ovvio che un tema che riguarda l’architettura trovasse spazio nella casa dell’architettura per antonomasia a Vicenza, appunto il Cisa.

Toledo, chiesa di San Domenico Antico, altare maggiore
Toledo, chiesa di San Domenico Antico, altare maggiore

El Greco iniziò proprio a Creta la sua formazione. L’isola greca a quel tempo faceva parte della Serenissima Repubblica di Venezia ed era il centro di un importante ambiente artistico, la scuola cretese. Ben presto però egli volle scoprire più da vicino i segreti dell’arte e decise di trasferirsi dapprima proprio a Venezia e in seguito a Roma. In Italia entrò in contatto con le botteghe dei grandi maestri come Tiziano, Bassano, Tintoretto e Veronese. Le architetture di avanguardia conosciute durante i soggiorni a Venezia e Roma, in particolare quelle di Andrea Palladio e di Michelangelo, furono reinterpretate da El Greco e adattate agli usi dell’architettura spagnola. Quando nel 1577 approdò a Toledo, dove si stabilì definitivamente, l’artista mise in pratica ciò che aveva visto in Italia e iniziò a creare non solo i dipinti ma anche i grandi altari che li incorniciavano, i retablos.

Come altri artisti del passato, lo stile di El Greco non fu ben visto dai suoi contemporanei ma venne molto rivalutato nel XX secolo, fino a diventare fonte di ispirazione per poeti e scrittori, uno tra tutti il grande Rainer Maria Rilke, tedesco di adozione ma praghese di nascita. El Greco fu quello che oggi potremmo definire un artista completo: realizzava disegni, intagli e particolari degli elementi architettonici. Si distinse per lo stile personale e per un particolare gusto nell’uso dell’oro brunito, eredità dei primi anni di formazione trascorsi a Creta. Le architetture di avanguardia conosciute durante i soggiorni a Venezia e Roma – in particolare quelle di Andrea Palladio e di Michelangelo – furono da lui reinterpretate e adattate alle usanze dell’architettura spagnola.

Bérchez, uno dei più noti storici dell’architettura spagnoli nonchè fotografo professionista, con le sue immagini che puntano molto sul particolare e sul frammento, svela in questa mostra la conoscenza del linguaggio architettonico utilizzato da El Greco e alcuni dettagli specifici e caratteristici dell’artista, come ad esempio l’uso dell’oro. Le fotografie di Bérchez, che dal 2003 firma le copertina della rivista del Cisa Annali di architettura, sono state esposte in numerose città spagnole e in diverse gallerie internazionali: New York, Messico, Lisbona, Roma, Palermo e Vicenza. Le sue foto sono presenti su riviste internazionali come Fmr di Franco Maria Ricci. Sulla mostra e su altre opere ed esposizioni di El Greco è disponibile al bookshop del Palladio Museum un catalogo in lingua spagnola. Orari di apertura: dal martedì alla domenica, 10-18. Informazioni e prenotazioni: Tel. 0444 323014

Alessandro Scandale

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