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Il santuario di Lonigo

Lonigo, per i vicentini è il santuario il luogo più amato

A ben vedere è un risultato sorprendente. O forse no. Che il santuario di Lonigo sia stato votato dai vicentini come il monumento più amato della provincia, addirittura più della Basilica Palladiana, è una notizia che colpisce. Ma in fondo, considerato il tradizionale spirito devozionale della terra berica, la cosa non stupisce più di tanto. Fatto sta che il santuario di Madonna di Lonigo è stato scelto dai vicentini come “luogo del cuore”.

Con oltre seimila voti il monumento leoniceno è stato decretato il più amato del Vicentino, e il 52° in Italia. Dal 2003 il Fai – Fondo Ambiente Italiano – propone un censimento per individuare i siti artistici e ambientali più amati dagli italiani e favorire la partecipazione dei cittadini alla loro conoscenza, conservazione e valorizzazione. Il risultato di questa votazione fa riflettere sull’opportunità del restauro del monumento leoniceno da anni in sofferenza.

Un’opportunità che quanti hanno a cuore il santuario della Madonna dei Miracoli di Lonigo hanno voluto cogliere con l’edizione 2014: nel censimento concluso lo scorso novembre, il cui esito è stato reso noto il 18 febbraio di quest’anno, il santuario è risultato il luogo più votato della provincia di Vicenza e il settimo del Veneto.

Sono stati 6616 i voti raccolti in poco più di due mesi e sono bastati al monumento per imporsi su ben più noti luoghi del cuore del Vicentino, come Villa Piovene da Porto Godi di Lugo e addirittura uno dei simboli di Vicenza, la Basilica Palladiana. Per la cronaca, il luogo più votato in assoluto è stato il convento dei frati cappuccini di Monterosso in provincia di La Spezia, che ha raccolto oltre 110.000 preferenze.

Il regolamento prevede infatti che i luoghi che ricevono almeno mille segnalazioni potranno presentare al Fai una richiesta di intervento per la definizione degli interventi. Gli oltre seimila voti ricevuti dal santuario dunque lasciano ben sperare. Secondo Michele Sedda, coordinatore della raccolta firme, il successo dell’iniziativa è dovuto alla mobilitazione popolare, all’attività capillare di divulgazione e informazione delle associazioni culturali del territorio, dalle scuole e dai cittadini che hanno voluto manifestare il loro affetto per la chiesa di Madonna di Lonigo. “Oggi lo stato di salute di questa facciata e del santuario nel suo complesso è particolarmente precario e urge intervenire. Nell’ottica dell’avvio di un restauro, questo risultato rappresenta un segnale forte dal territorio. Siamo di fronte a un virtuoso caso di attivazione e partecipazione dal basso per salvare i nostri luoghi del cuore dai pericoli e dall’indifferenza che li minacciano”.

Gioiello architettonico del Rinascimento vicentino, il santuario leoniceno è il monumento che più ha influenzato non solo l’apetto artistico e devozionale, ma anche quello sociale, economico e culturale del territorio. Fondato nel 1486 dai monaci olivetani sui ruderi di una cappella campestre a seguito di alcuni eventi ritenuti all’epoca miracolosi, la chiesa divenne da subito meta di pellegrinaggi da tutta Italia, e i suoi annessi sede di tre fiere annuali, una delle quali permane ancor oggi: la fiera campionaria che cade il 25 marzo, festa dell’Annunciazione. Un evento di grande richiamo, legato al santuario dove, sul sagrato, tre volte all’anno per le maggiori feste mariane – 25 marzo, 15 agosto, 8 settembre – si radunava una gran folla di pellegrini e mercanti che davano vita a cerimonie religiose e scambi economici.

Il fianco meridionale è impreziosito dal portale in pietra scolpita attribuito ad Alvise Lamberti da Montagnana. Questo artista, scultore attivo a Venezia, nel Duomo di Montagnana, a Brendola nella Cappella Revese, fu uno degli artisti reclutati a Mosca dalla quarta ambasceria russa inviata da Ivan III a Venezia.

Quest’anno si terrà la 23° edizione delle Giornate Fai di primavera, storica manifestazione che apre le porte di tantissimi luoghi unici d’arte e natura in tutta Italia, normalmente chiusi al pubblico. Grazie all’impegno dei volontari e delle delegazioni Fai sabato 21 e domenica 22 marzo chiese, giardini, palazzi, mulini, aree archeologiche e tanti altri beni si sveleranno al pubblico.

Alessandro Scandale

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