lunedì , 14 Giugno 2021
Rumor in una rara immagine d'epoca con Aldo Morio e il cancelliere tedesco Willy Brandt

Vita e memorie di Mariano Rumor, politico vicentino

“Un giorno, seduto ad un tavolino assieme gli amici Mario Giulianati e Dino Menarin, ci siamo chiesti perchè Vicenza non avesse pensato a rendere omaggio al suo uomo politico più importante dello scorso secolo. Non ci è sembrato giusto che non ci fossero iniziative significative per ricordare il centenario della nascita del politico. Così abbiamo ritenuto opportuno fare qualcosa, senza pretendere di colmare le lacune storiche ma soltanto di provocare altri cui spettano doveri più evidenti, sia per conoscenza sia per riconoscenza”.

Con queste parole Antonio Baldo introduce il tema del libro Mariano Rumor – per non dimenticare, da lui curato e presentato nei giorni scorsi in Municipio a Vicenza. Un libro fatto di testimonianze, cercando le persone in grado di fornirle. “Vicenza è terra distratta e schiva, che non ama commemorare i propri figli: per una ritrosia dovuta sia al generico riserbo di una cultura provinciale e sia al timore di schierarsi ed essere valutati”.

Nato il 16 giugno 1915 e morto il 22 gennaio 1990, Rumor fu ben cinque volte presidente del consiglio dei ministri fra il 1968 e il 1974. La sua città natale si è ricordata di lui in occasione del venticinquesimo anniversario della morte e del centenario della nascita, con un volume che raccoglie 24 testimonianze di vicentini e alcuni discorsi tra cui quelli di Gabriele De Rosa, Gianfranco Fini, Emanuele Macaluso e Adolfo Sarti. Ci sono inoltre due interventi di Rumor.

RUMOR“Nel Rumor uomo pubblico c’erano l’intelligenza paziente e la grande capacità di lavoro della provincia veneta, a disagio davanti ai grandi problemi ma disponibili a farsene carico senza lasciarsi ingannare”. Il Rumor privato invece si tiene nascosto nelle fresche case di Vicenza e di Tonezza, attorno alla famiglia, pensoso di una fede radicata e quotidiana, nostalgico di passioni letterarie smorzate da un più forte destino civico. Un politico poco incline alle grandi intuizioni ma attento lettore della realtà in cambiamento, con un religioso senso del dovere da tradurre in relazioni morbide, diffidente dei palazzi romani e geloso rivendicatore di una fedeltà dei suoi conterranei che gli verrà a mancare.

“Naturalmente, i suoi erano tempi di gravi necessità e ideali forti, di valori alti e capaci di mettere in ombra interessi che pure sono sempre esistiti ma che dovevano stare un passo indietro e che invece, dopo la sua generazione, si sono proposti imperiosamente alla ribalta. Tempi nei quali il potere poteva essere esercitato anche con mano leggera. Oggi la sua preziosa capacità di conciliatore sarebbe soverchiata dalla necessità dell’apparire con frettolosa superficialità e vanificata dalla frammentazione dei grandi temi della vita nazionale”.

Rumor è stato certamente un personaggio importante della recente storia italiana e più di qualcuno è convinto che, all’epoca, il segretario della Dc contasse a livello politico addirittura più che il presidente del consiglio dei ministri. Certamente ha vissuto una stagione difficile, al cui superamento ha dato un contributo decisivo e forse non ancora adeguatamente riconosciuto. “Vicenza dovrebbe conoscerlo meglio e gloriarsene di più – conclude Baldo – . Agli storici spetterà il compito di tratteggiare disegni più precisi e coerenti. A me, a mano a mano che giungevano i contributi, è sembrato vedersi comporre una specie di mosaico, una figura ancora incerta però sufficientemente leggibile, meglio se osservata da un po’ lontano”.

Parallelo al libro c’è anche un testo teatrale – Politici verso il Purgatorio – scritto da Baldo, con protagonisti Rumor, la sorella Teresa, Giuseppe Dossetti e Aldo Moro. Un esempio di come a volte la parola narrata possa aiutare meglio a comprendere la realtà, anche se a distanza di decenni.

Alessandro Scandale

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