Veneto

Infermieri veneti stremati. “Sanità tutta da cambiare”

“Siamo stanchi di tenere la bocca chiusa, di restare ad osservare le scelte sciagurate di politica sociosanitaria regionale del Veneto, mentre gli infermieri rischiano sempre di più, giorno dopo giorno, e viene loro imposto di omettere attività fondamentali per i pazienti”. Con queste parole il segretario provinciale del Nursind di Vicenza, Andrea Gregori, punta il dito contro le politiche sociosanitarie della Regione Veneto.

Andrea Gregori, segretario provinciale Nursind
Andrea Gregori

Secondo Nursind, la Regione “si vanta di aver fatto quadrare i bilanci, di fare utili economici, di essere all’avanguardia nell’organizzazione dei servizi, si tratta di pura immaginazione, e gli esempi contrari non mancano”.

“Vengono ridotti i posti letto – spiega Gregori – ma se sulla carta i posti letto calano, nelle corsie aumentano i letti bis, con dotazione di personale basata su dati che non corrispondono alla realtà. Lo testimoniano i reparti, ma anche le astanterie dei Pronto soccorso, che sono la conseguenza di una riforma del territorio mai compiuta”.

Nursind continua, rincarando la dose e ricordando che ai Pronto soccorso la sicurezza del personale non sarebbe garantita, così come si potrebbe dire per  la dignità dei pazienti. “Quest’anno poi, – aggiunge il sindacato degli infermieri –  è stata decisamente pesante la situazione nelle Rianimazioni, Medicine e Geriatrie a causa dell’epidemia influenzale che era stata prevista, ma per la quale non sono state prese contromisure implementando le dotazioni di personale”.

E per questo viene fatto l’esempio emblematico di Bassano del Gramma, dove “in Medicina ci sono stati anche 56 posti letto occupati a fronte di un personale previsto per 40. Inoltre i materiali utilizzati sono l’esito di appalti che privilegiano il risparmio economico, mentre la qualità conta al massimo per il 40%”.

“Una situazione pesante – sottolinea il segretario Nursind – che ha portato molti infermieri ad ammalarsi o infortunarsi in questa situazione di sovraccarico di lavoro. Spesso sono richiamati in servizio oltre il turno, per coprire assenze per malattie e maternità, la cui copertura richiede tempi della burocrazia per l’autorizzazione regionale. Con queste pressioni gli infermieri sono costretti a scegliere cosa tralasciare per l’impossibilità di svolgere tutte le attività. La delibera sui minuti di assistenza licenziata dalla regione sta già in alcuni casi portando alla riduzione di personale in servizio, ad esempio nel Dipartimento chirurgico di Santorso”.

Le proposte del Nursind, infine, sono chiare: unire i servizi di laboratorio, gli uffici di staff alle direzioni, ridurre il numero delle Ulss. “Ridurre gli infermieri significa ridurre l’assistenza ai malati – conclude Gregori – costringendo le famiglie a far ricorso alle badanti, per ciò che non riescono a fare gli infermieri. È una situazione insostenibile, che i cittadini devono comprendere”.

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