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Criminalità, a Vicenza in carcere un condannato su tre

“Tra le principali cause, se non la principale, del dilagare della criminalità ci sono leggi colabrodo infarcite di scappatoie per i delinquenti. Vanno cambiate e indurite immediatamente, a cominciare dal taglio della condizionale, dall’ampliamento dell’istituto della legittima difesa, dall’aumento delle pene e dalla certezza che vengano scontate. Governo e Parlamento la smettano di dilapidare tempo su epocali quanto discutibili riforme e comincino a occuparsi seriamente delle reali necessità dei cittadini”.

Luca Zaia
Luca Zaia

Lo dice oggi il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia, prendendo spunto da un’inchiesta pubblicata in questi giorni su Il Giornale di Vicenza, dalla quale emerge tra l’altro che nel capoluogo Berico è in carcere per furti e rapine solo un condannato su tre. “Vicenza è uno spaccato estremamente significativo di tutto il Veneto – dice Zaia – e in questa provincia nel 2014 sono stati compiuti quasi 18.500 reati. Che solo un condannato su tre sia in carcere è un dato gravissimo, che grida vendetta e che dimostra aldilà di ogni ragionevole dubbio che leggi colabrodo eccessivamente buoniste e garantiste vanificano la battaglia quotidiana condotta da forze dell’ordine e magistratura. Loro li buttano dentro e poi un cavillo qualsiasi li rimette fuori. Per uno Stato che vorrebbe essere di diritto è una vergogna”.

“Faccio appello alle coscienze di tutti i parlamentari – aggiunge Zaia – perché questa è una richiesta forte della quale mi faccio io interprete, ma che viene dalla popolazione veneta, che percepisce sempre di più la criminalità come una piaga gravissima e chiede risposte. Da dove devono venire se non dalla legge?”.

“Anche ieri, intanto – aggiunge Zaia – le cronache dicono che in Veneto sono stati compiuti numerosi reati e stavolta, a farne maggiormente le spese, è stata Padova: all’Arcella un giovane coraggioso è riuscito a bloccare due ladri che avevano già fatto fuori 11 garages su 20; a Loreggia predoni già nel giardino di una casa sono stati bloccati dal pianto di una bambina che ha richiamato l’attenzione del padre; derubata la mamma del tecnico Salviato, da poco liberato dopo un rapimento in Libia; svuotato un negozio di biciclette a Cittadella; serie di colpi in tutta la città e provincia. Intanto i cittadini di Teolo gridano la loro esasperazione per i furti in casa. Nel Veneziano, un commerciante di Jesolo sorprende 3 ladri in casa, li mette in fuga e ammette che, se fosse stato armato, avrebbe sparato; ladro scatenati a Caorle con 3 case svaligiate al quartiere Sansonessa; a Campagna Lupia, rubati 130 quintali di pesce con un carro frigo. A Treviso l’ennesima baby gang all’opera in pieno centro ha accerchiato una cittadina per rubarle la borsetta. Nel vicentino sono state razziate case, macchine e scuole e i sindaci chiedono di incontrare il prefetto”.

“Se i responsabili di questi reati verranno presi dalle forze dell’ordine e saranno condannati dai magistrati – conclude Zaia – si sappia che solo uno su tre andrà davvero in carcere, gli altri due potranno continuare indisturbati. Lo stato di diritto si è arreso”.

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