Arte, Cultura e Spettacoli

Vicenza, Ars Magnifica in concerto, rivive il Barocco

L’ultimo appuntamento della rassegna “Bixio Chamber Music” che fa parte dell’edizione 2015 di “Momentaneamente sopravvissuti” ha visto avvicendarsi, sotto i riflettori dello Spazio Bixio, il trio formato dal flauto dolce di Fabiano Martignano e dal basso continuo degli strumenti di Silvia De Rosso e Angelica Selmo, rispettivamente viola da gamba e clavicembalo, in grado di accompagnare, come sostegno armonico, la linea melodica principale. L’estemporanea esecuzione degli accordi secondo la traccia più grave della partitura, con il suono predominante del flauto dolce, ha permesso agli ascoltatori di fruire di una Sonata in cinque tempi, precisamente in Do maggiore, di Händel con dovuta letizia di motivi, alternando l’Allegro al Larghetto.

I tre strumenti sono intervenuti nuovamente nelle cantate finali dove l’intervento del contralto Sara Tommasini ha dato voce ai furori di Bradamante disconosciuta da Ruggiero e alla disperazione di Arioso di Bertarido, gettato in prigione. Momenti di virtuosismo canoro si sono quindi sovrapposti al concerto vero e proprio, l’esecutrice Tommasini ha dimostrato di saper padroneggiare con eleganza la propria voce, prestandosi inoltre a una mimica espressiva efficace in relazione alla disperazione dei personaggi nell’opera.

Interventi da solista hanno visto poi impegnati il clavicembalo e la viola da gamba, Angelica Selmo ha dato sfoggio della propria bravura con l’esecuzione di quattro sonate di Domenico Scarlatti, suonate con passione, come se si fosse in preda a un’estasi conoscitiva, a una bulimia di melodie da alternare in movimenti diversi.

Silvia De Rosso con la sua viola da gamba ha poi “rispolverato” un repertorio meno noto al pubblico, con la Sonata in Re minore di Abel in quattro tempi. Lo strumento, dotato di una grande estensione melodica, è collocato tra le ginocchia e viene suonato con un archetto, sostenuto dal basso, che sfrega le corde con un fascio di crine di cavallo. Si sarà trattato, per i presenti abituati a generi musicali più convenzionali, di una scoperta piacevole che rimanda alla mente ai lontani fasti barocchi e prerivoluzionari. Si conclude con una cantata di Händel fuori programma, ma prima il clavicembalo e il flauto dolce uniscono le loro voci nella Sonata in La minore di Bach, un’avventura che alterna momenti di dolcezza ad altri di galoppo musicale.

Gli esecutori del gruppo musicale Ars Magnifica sono giovani ma incredibilmente preparati, la serata è “volata” in serenità con la musica classica che allietava le orecchie.

Camilla Bottin

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