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Ad Arcugnano è guerra ai furbetti dei rifiuti

E’ entrato in vigore, dal primo gennaio, ad Arcugnano,il sistema di raccolta dei rifiuti porta a porta, che è andato a sostituire le vecchie piazzole ecologiche. “Un’operazione – spiegano gli uffici comunali – che ha cambiato lo stile di vita degli arcugnanesi e decisamente migliorato l’aspetto del territorio, dal quale sono state eliminate le mini discariche rappresentate dai punti di raccolta dislocati lungo alcune vie”.

Adesso è tempo di un primo bilancio: sembra che il nuovo sistema funzioni e stia portando risultati. I cittadini hanno infatti preso alla lettera le indicazioni del Comune e secondo una prima stima, nel 99% dei casi non vi sono stati problemi di sorta nel recepire la novità. I primi dati non ufficiali parlano di una differenziazione in netto aumento.

Restano però alcuni problemi, legati sembra alla cattiva abitudine di cittadini residenti nei comuni limitrofi, che abbandonano i loro rifiuti nel territorio di Arcugnano, scegliendo quasi sempre posti defilati. Secondo l’assessore arcugnanese all’ambiente, Gino Emilio Bedin, sarebbero stati già individuati  quattro casi dall’inizio dell’anno. I trasgressori sono stati multati, dopo alcune indagini condotte dagli uffici comunali.

“Pattuglie della polizia locale ed operatori comunali  – ha sottolineato Bedin –sono attivi nel territorio per monitorare la situazione, e non è difficile identificare coloro che commettono l’infrazione. Semplici riviste o documenti con nomi ed indirizzi all’interno dei sacchi abbandonati bastano per risalire ai proprietari. Responsabili delle infrazioni sono state, in particolare, due aziende di comuni limitrofi, oltre a due cittadini di Vicenza che, non avendo più trovato piazzole ed isole, hanno continuato ad agire con il vecchio sistema”.

L’assessore Bedin ricorda che per i trasgressori sono previste sanzioni fino a 250 euro, con 150 euro di multa per i residenti nel Comune di Arcugnano, 250 euro per i non residenti. Previsti anche provvedimenti di carattere penale, nel caso in cui a commettere l’infrazione sia un’azienda. “I furbetti stiano attenti -ha concluso Bedin -, stiamo lavorando per perseguire questo reato nel modo in cui la legge lo permette”.

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