lunedì , 14 Giugno 2021
Il sindaco di Vicenza, Achille Variati
Il sindaco di Vicenza, Achille Variati

5oo profughi in Veneto dalla Libia. Vicenza non ci sta

Ha riflessi anche dalle nostre parti la drammatica fase che sta attraversando in questi giorni la Libia.  Barconi di profughi disperati stanno infatti arrivando sulle nostre coste, e Roma ha deciso che 500 di loro dovranno essere sistemati in Veneto. Inutile dire che questo sta provocando una levata di scudi da parte degli amministratori locali, che oggettivamente non hanno avuto preavviso alcuno e non sanno come sistemare queste persone. Proprio per decidere una linea da seguire c’è stata oggi una riunione, nella Prefettura di Venezia, convocata d’urgenza.

Era il Tavolo di coordinamento regionale “Afflusso di cittadini stranieri a seguito di ulteriori sbarchi sulle coste italiane” e l’amministrazione comunale di Vicenza non vi ha partecipato per una sorta di protesta. Con una lettera al prefetto di Venezia, Domenico Cuttaia, questa mattina il sindaco di Vicenza, Achille Variati, ha infatti comunicato la sua risposta negativa , soprattutto al metodo.

“La riunione – scrive Variati nella lettera – è stata convocata per prendere atto che il ministero ha disposto il trasferimento, nelle prossime ore, di 500 migranti in Veneto. Non posso che manifestare la non condivisione dell’amministrazione da me guidata di una metodologia operativa che, attraverso le Prefetture, alloca sul territorio persone che dopo un tempo ridotto, spesso prima del foto segnalamento della questura, lasciano le strutture in cui sono state inviate, diventando clandestini”.

“Non c’è nessun progetto d’integrazione – conclude il sindaco – e nessun impegno per trovare effettive soluzioni, solo una mera accoglienza a carico dello Stato, che poi si trasforma in clandestinità, come i numeri impietosamente dimostrano, con tutte le conseguenze sociali che questo comporta. Vicenza non parteciperà all’odierno incontro manifestando la contrarietà ad alimentare un modus operandi che non affronta i problemi e non tiene conto del crescente disagio sociale che i cittadini provano”.

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