Cultura e Spettacoli

Vicenza, al teatro Astra il Bartali Giusto tra le Nazioni

Martedì 27 gennaio, giornata della memoria. Tra le molte iniziative in città e provincia ne segnaliamo una che ha un valore non solo sociale o memorialistico, ma anche educativo per le giovani generazioni. Accadrà lunedì 26 e martedì 27 gennaio alle 9.30 al teatro Astra di Vicenza, dove la compagnia teatrale La Piccionaia porterà in scena in prima nazionale La battaglia dei pedali: Gino Bartali, un ragazzo controvento.

Con il testo e la regia di Ketty Grunchi, sul palco vicentino saliranno tre giovani attori, Aurora Candelli, Francesca Bellini ed Elia Zanella, provenienti dal progetto di formazione teatrale permanente de La Piccionaia Fabbricateatro, per uno spettacolo che racconta le imprese di un uomo che ha rischiato la propria vita per un ideale di umanità e che diventa un invito al coraggio per i giovani spettatori. Alla prima vicentina ci sarà, come ospite speciale, Andrea Bartali, figlio di Gino, che dopo lo spettacolo incontrerà i ragazzi delle scuole medie che assisteranno allo spettacolo.

Se tutti gli italiani ricordano Bartali come uno dei più grandi campioni di ciclismo, vincitore di ben tre Giri d’Italia e di due Tour de France, non tutti sanno che “Ginettaccio” – come era soprannominato – ebbe anche un ruolo importante nella drammatica vicenda della Shoah. Il ciclista mise infatti il proprio talento anche al servizio dei più deboli, impegnandosi in segreto come corriere durante l’occupazione tedesca e salvando ottocento persone dalla deportazione nei lager.

Bartali in una foto del 1953
Bartali in una foto del 1953

Questa sua azione gli valse, a fine 2013, ad un secolo dalla sua nascita in un paesino toscano, il riconoscimento di Giusto tra le Nazioni, attribuitogli dallo Yad Vashemn, il memoriale ufficiale israeliano delle vittime dell’olocausto, che lo annovera oggi tra i non-ebrei che hanno rischiato la vita per salvare quella degli ebrei durante le persecuzioni naziste. Bartali, che durante la seconda guerra mondiale fu costretto a lavorare come meccanico di biciclette, si adoperò in quegli anni in favore dei rifugiati, come membro dell’organizzazione clandestina Delasem (Delegazione per l’Assistenza degli Emigranti Ebrei).

Il suo compito fu quello di pedalare da Cortona fino ad Assisi, trasportando documenti e foto tessere nascosti nel sellino e nel telaio della bicicletta affinché una stamperia segreta potesse falsificare i documenti necessari alla fuga di ebrei rifugiati. Cinque anni dopo la sua morte, nel 2005, l’allora presidente della repubblica Carlo Azeglio Ciampi gli conferì la medaglia d’oro al merito civile.

Lo spettacolo all’Astra, realizzato con il contributo del Ministero dei beni e delle attività culturali e della Regione Veneto, racconta la vita di Bartali a partire dagli anni dell’infanzia, quando viveva con i genitori e i tre fratelli in una casa popolare di due stanze, “niente luce e niente acqua corrente. Il piccolo Gino corre, sempre! Su e giù per salite, campi, prati e uliveti, tra lunghi corridoi di panni stesi profumati di alloro. Ma a lui, più di tutto, piace quella meravigliosa opera dell’ingegno umano che in sogno, ogni notte, cavalca come se fosse uno stallone selvaggio: la bicicletta.”

Inizia così una storia straordinaria di sport e di impegno civile. Ricca di grandi vittorie, con la leggendaria sfida all’altro grande campione di ciclismo di quegli anni, Fausto Coppi, e di risvolti umani meno conosciuti ma non per questo meno importanti. Una vita controvento in tutti i sensi, sia quando sfrecciava in sella alla sua bicicletta e tagliava vittorioso i traguardi, sia quando scelse di rischiarla per un ideale superiore.

Alessandro Scandale

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