Economia

Vicenza, la Campagnolo delocalizza in Romania

Un’altro prestigioso pezzo dell’industria vicentina se ne va? Potrebbe essere, se davvero succederà quanto preannunciato, in un incontro che si è tenuto nei giorni scorsi, dalla direzione aziendale della Campagnolo  ai rappresentanti dei lavoratori e alle organizzazioni sindacali Fim e Fiom territoriali. La celebre azienda, che produce componentistica per biciclette, avrebbe infatti intenzione di delocalizzare, trasferendo parte della produzione in Romania. Si parla di una “pesante ristrutturazione che colpisce la casa madre, cioè lo stabilimento principale del gruppo, a Vicenza, e del conseguente esubero di 68 lavoratori vicentini, in larga parte operai”.

L’allarme è stato lanciato appunto da Fim Cisl e Fiom Cgil che, naturalmente, hanno “contestato fin da subito il piano presentato, – scrivono in una nota i sindacati – non soltanto per l’evidente danno occupazionale e svilimento della sede storica della Campagnolo, ma anche perché non prevede gli investimenti, da tempo richiesti e discussi, per rendere lo stabilimento vicentino efficiente e competitivo all’altezza delle nuove sfide del mercato globale”.

Decidere, come è stato fatto, di non investire e di tagliare l’occupazione trasferendo all’estero le produzioni, ricordano i sindacati, significa “scegliere una scorciatoia che non porta da nessuna parte se non ad indebolire ancora il ruolo dello stabilimento di Vicenza. Rischia questo di essere così solo un passo già lungo verso ulteriori dismissioni”.

“Per altro – continuano Fim e Fiom – stiamo parlando di un prestigioso marchio del Made in Italy, che fa della qualità e del suo essere appunto made in Italy, il suo segno distintivo nel mercato dello sport agonistico, sia che amatoriale. Non vorremmo che diventasse sostanzialmente made in Romania”.

L’azienda ha comunque già ufficializzato i l’apertura della procedura di mobilità e i lavoratori hanno subito avviato iniziative di lotta con scioperi articolati e presidio che proseguiranno nei prossimi giorni. Fim e Fiom invitano la direzione aziendale “ad aprire un confronto vero e costruttivo che abbia come priorità gli investimenti, la competitività e l’occupazione dello stabilimento di Vicenza”.

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