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Tav a Vicenza, i molti dubbi della Lega Nord

Molte perplessità significative sul merito, alcune recriminazioni sul metodo. E’ questo in estrema sintesi il giudizio che esprime la Lega Nord sull’intera questione del progetto per il passaggio dell’Alta velocità – Alta capacità ferroviaria dalla provincia di Vicenza. Il concetto è stato espresso con chiarezza quest’oggi, durante un incontro con la stampa che i vertici provinciali del Carroccio hanno voluto convocare proprio perché non vi fossero dubbi in merito. “Il sindaco di Vicenza e presidente della Provincia, Achille Variati – ha sottolineato Antonio Mondardo, segretario provinciale della Lega – non ha coinvolto nelle sue scelte interlocutori che invece dovevano partecipare, come ad esempio i sindaci dei comuni contermini, assai interessati al progetto”. Questo il principale appunto sul metodo. Quanto al merito invece la posizione leghista è più complessa.

Mara Bizzotto
Mara Bizzotto

Presenti alla conferenza stampa, oltre a Mondardo, erano l’eurodeputata Mara Bizzotto, il sindaco di Creazzo Stefano Giacomin, la presidente del gruppo della Lega Nord nel Consiglio comunale di Vicenza, Sabrina Bastianello, il segretario della sezione vicentina, Matteo Celebron, ed il suo predecessore, Carlo Rigon, che ha avuto l’onere di illustrare la posizione della Lega nord sulla Tav dal punto di vista tecnico. “Non siamo contrari quest’opera e, più in generale, alla modernità – ha detto, esprimendo una posizione per altro ribadita anche dagli altri relatori – tuttavia vi sono aspetti che ci lasciano perplessi, a cominciare dalle due stazioni, per le quali il progetto ci sembra prevedere volumetrie eccessive”.

“Non vorremmo – ha ribadito in proposito Mondardo – che vicino alle opere legate alla mobilità sorgano poi costruzioni di tutt’altro genere, centri commerciali e quant’altro. Temiamo insomma che da operazione di mobilità si passi ad una operazione immobiliare”. Questa perplessità è stata manifestata a proposito della prevista stazione ferroviaria nei pressi del Tribunale, ma anche su quella in zona Fiera i leghisti non nascondono i loro dubbi. In particolare si è detto preoccupato il sindaco di Creazzo, per ovvi motivi dato che il territorio del suo comune inizia poco distante. Le preoccupazioni riguardano soprattutto l’impatto che le strutture, ed il progetto nel suo complesso, avranno sul traffico ed in particolare sulla strada regionale 11 Padana superiore, quella insomma che va verso Verona.

Stefano Giacomin
Stefano Giacomin

Si tratta in effetti già adesso di un’arteria molto congestionata in certi orari. “Verranno studiate soluzioni per evitare ricadute in negativo su questa strada una volta realizzato il progetto Tav?” si chiede la Lega. In realtà è stata data una risposta già oggi alla domanda, e non è all’insegna dell’ottimismo. In buona sostanza il giudizio che il Carroccio dà su tutto il progetto è di scarsa chiarezza e di insicurezza. Il timore è che intanto si facciano i lavori, mentre alle possibili ricadute negative ci si penserebbe poi, o non ci si penserà affatto.

Dubbi infine sono stati espressi anche a proposito del transito dei treni lungo viale Risorgimento, con il timore che la strettoia semi interrata si riveli un imbuto insostenibile. “Tav e treni locali dovranno passarci avendo a disposizione ciascuno una sola linea per senso di marcia – è stato detto -. Cosa succederà quando qualche treno avrà ritardo e manderà in tilt le tabelle di marcia?” A questo proposito la Lega ha pensato anche una soluzione diversa. “Invertiamo tutto – ha suggerito Rigon -. Ovvero si potrebbe far passare le auto in viale Risorgimento sotto, dove ora passano i treni, ricavando un tunnel, ed i treni sopra”.

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