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Tav a Vicenza, i 21 punti critici secondo Variati

Un documento di 21 punti, stilati da amministrazione comunale e gruppi di maggioranza, verrà presentato stasera alla commissione competente. Questi punti mettono in luce alcune criticità dell’enorme progetto per l’alta velocità ferroviaria a Vicenza, e rispondono alle preoccupazioni Unesco e alle polemiche nate durante le feste sul progetto vicentino.

Uno dei punti più spinosi è quello del bypass idraulico e ferroviario che passerebbe proprio sotto Villa Valmarana ai Nani, sulla cui tutela si è espresso recentemente l’Unesco e il ministero dei beni culturali. La stessa pressione dell’opinione pubblica, con gruppi nati per chiedere un ripensamento, ha alimentato le attenzioni su questa specifica parte del progetto. La risposta dell’amministrazione comunale arriva con il documento odierno, che chiede a Italfer e Rfi di pensare a delle alternative al tunnel, visto che non è stata presentata in sede preliminare alcuna garanzia per il patrimonio artistico interessato, come per esempio una perizia geologica.

Achille Variati
Achille Variati

“Le alternative che chiediamo – dice il sindaco in una conferenza stampa a Palazzo Trissino – devono soddisfare tre obiettivi, imprescindibili per la realizzazione dell’intero progetto: la totale tutela del patrimonio artistico e culturale; la risoluzione delle criticità idrauliche che impedirebbero la costruzione della stazione in Fiera; la riduzione del traffico privato nelle zone centrali della città, in modo da permettere al filobus di viaggiare velocemente in sede propria per almeno il 70% del suo percorso”

“E’ sempre positivo ci sia un dibattito – continua Variati – mi piace meno la strumentalizzazione. Chi chiama in causa la Rotonda è fuori strada, perché questa non è assolutamente coinvolta. Il tunnel passerebbe sotto Villa Valmarana ai Nani, e la preoccupazione sulla fattibilità di un opera del genere c’è sempre stata da parte dell’amministrazione”

Variati lancia anche la richiesta di un censimento collettivo dei beni pubblici e privati interessati, per evitare futuri contenziosi. Ci sono poi punti che richiedono chiarimenti sulle barriere antirumore, sulla scelta del tipo di filobus, sulla possibile eliminazione del passaggio a livello di Anconetta, sulle modalità di espropri e indennizzi e sul metodo di cantierizzazione.

Altro tema caldo è quello dello smantellamento della stazione centrale e del suo spostamento in zona Tribunale. Il documento della maggioranza chiede innanzitutto garanzie sulla coerenza dei progetti architettonici, per evitare che nuove stazioni stonino strutturalmente in una città che è bene dell’Unesco, e sulla gestione delle aree verdi che si verranno a creare in viale Roma.

“Lo spostamento della stazione – specifica Variati – è inevitabile per tre ragioni: attualmente ha un bacino troppo piccolo per ospitare da sola l’alta velocità; spostarla consente di ricucire il centro storico con il fiume e il colle, attraverso un grande polmone verde; lo spazio vicino allo stadio consente di costruire una stazione metropolitana a sette binari, che eviti la strozzatura sotto viale Risorgimento e non faccia aspettare i treni da Schio e da Treviso”

La paventata speculazione edilizia nella zona della vecchia stazione sarebbe evitata, secondo la maggioranza, dalla destinazione prevista per quelle aree: lì si potrà solamente allargare Campo Marzio fino al colle, con le uniche infrastrutture dedicate al filobus e alla mobilità pubblica, con il ripensamento e lo spostamento dei volumi già esistenti, come la stazione e l’edifico delle Poste.

Riccardo Carli

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