L'accordo per l'Alta velocità prevede anche la dismissione dell'attuale stazione ferroviaria
L'accordo per l'Alta velocità prevede anche la dismissione dell'attuale stazione ferroviaria

Tav, in Consiglio comunale ed anche in Parlamento

Approda nei pomeriggi di oggi e domani, in Consiglio comunale, a Vicenza, quello che è il principale oggetto di discussione in queste settimane in città, ovvero il progetto per l’Alta velocità – Alta capacità ferroviaria. Ricercando brevità e immediatezza, abbiamo sempre parlato in passato, di Alta velocità, o di Tav, ma sarebbe più corretto in effetti usare il termine di Alta capacità, per quanto esso sia di meno immediata comprensione.  Qualunque progetto venga fuori infatti, nel futuro di Vicenza non vi sarà una fermata dei treni che viaggiano alla reale Alta velocità,  si tratterà invece solo di una cosa intermedia, definita appunto Alta capacità. Questo per quella ragione di base che aveva in un primo tempo escluso del tutto la città berica dal tracciato Tav tra Verona e Padova, per l’ovvio motivo che la nostra città è troppo vicina ad entrambe, e un treno superveloce semplicemente non farebbe neanche in tempo, in una trentina di chilometri o poco più, a raggiunge e mantenere per un minimo di tempo ragionevole quella che si definisce davvero Alta velocità.

Fatta questa premessa, e chiarito il punto, oggi sarà discusso in consiglio comunale uno studio di fattibiltà che prevede una grosso intervento urbanistico sulla città, con strutture da costruire ex novo, e quindi nuovo cemento, e modifiche importanti al volto di Vicenza. E’ davvero necessaria una “rivoluzione urbanistica” per questa Alta capacità che ci viene concessa? Si cambierà in meglio o in peggio?  E’ la domanda di fondo che tutti si fanno in città, con l’opinione pubblica divisa tra coloro che vedono nelle scelte dell’amministrazione comunale un passo comunque importante verso una città più moderna e gli altri che invece giudicano di eccessiva portata il progetto, parlando di rischi per i beni monumentali vicentini, per il paesaggio e per l’ambiente, e definendo le nuove realizzazioni inutili e perfino peggiorative.

I punti più controversi del progetto, lo ricordiamo ancora una volta, sono soprattutto due: il tunnel che dovrebbe passare sotto Monte Berico e che, geologicamente parlando, si teme metta a rischio le ville palladiane non lontane, e la stazione ferroviaria destinata al traffico locale, che dovrebbe sorgere nella zona del nuovo tribunale. Anche la più grande stazione che si prevede di realizzare in zona Fiera non è indenne da critiche. Insomma, per Vicenza sarà un Consiglio comunale importante, nel quale questo è, di fatto, l’unico argomento in discussione. Ma il dibattito è destinato a replicarsi anche ad assai più alto livello, grazie all’iniziativa del Movimento cinque stelle che, con un’interrogazione parlamentare a firma del senatore Enrico Cappelletti, intende portare la questione della Tav di Vicenza all’esame dei ministri competenti.

“Si tratta di un progetto talmente vasto – si legge in una nota in cui il M5S di Vicenza presenta l’iniziativa – che merita di sicuro una valutazione approfondita e condivisa dai cittadini, visto che quest’opera segnerà il futuro viabilistico, urbanistico e anche economico della città del Palladio. Già, perché Vicenza è conosciuta in tutto il mondo come un gioiello architettonico ed è considerata patrimonio dell’umanità. Tale progetto, quindi, non può essere lasciato in mano all’irresponsabilità dell’attuale giunta e al sindaco, che dimostrano una gran fretta di concludere al più presto la partita Tav a Vicenza rischiando di compromettere irreparabilmente il patrimonio storico, artistico e culturale della città, ma anche quello ambientale”.

“Questo rischio – continuano i 5 Stelle –  rischio è stato sollevato da diverse associazioni cittadine tra le quali Civiltà del verde, Italia Nostra e Legambiente, riunite nell’Osservatorio urbano territoriale di Vicenza. In un recente convegno, dal titolo Mani sulla città, l’ex magistrato del Csm Livio Pepino ha invitato i cittadini vicentini ad attivarsi per fermare un’opera inutile e costosa e di promuovere l’operazione Granelli di sabbia, cioè impedire, con gli strumenti che la democrazia mette a disposizione, scelte irreparabili per il territorio vicentino. Il M5S, sia nazionale che locale, con questa interrogazione parlamentare e attraverso i suoi portavoce, parteciperà attivamente all’operazione Granelli di sabbia, intervenendo a tutti i livelli istituzionali”.

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