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Tav in Consiglio, Variati: un treno da non perdere

Il Consiglio comunale di Vicenza, convocato per lunedì 12 e martedì 13 gennaio, deve esprimersi sullo studio di fattibilità del progetto preliminare alla linea ferroviaria ad alta velocità e alta capacità definito da Rfi Spa. I lavori della sala Bernarda si aprono con l’intervento del sindaco Achille Variati. Il sindaco tocca diversi punti che hanno acceso il dibattito cittadino nell’ultimo periodo, sottolineando che il voto a cui è chiamato il Consiglio comunale “non è decisivo”. Una volta approvato lo studio di fattibilità, infatti, la parola passerà a Rfi, che potrà accogliere o meno le modifiche richieste dal Consiglio. La Tav/Tac tornerà poi al vaglio del Consiglio di Vicenza in vista del progetto definitivo, atteso entro giugno, e poi in occasione della Conferenza dei servizi.

Premessa  – “C’è una questione che è alla radice dei nostri ragionamenti – considera in apertura del suo intervento il sindaco -: crediamo o no che Vicenza possa giocare nello schema regionale, italiano e del Nordest un ruolo da protagonista? Oppure Vicenza e la sua provincia vogliono rimanere isolate dai due assi principali della Regione, Padova e Venezia?”

“Il futuro del trasporto in Europa – continua il sindaco – si sta costruendo attraverso la Tav/Tac, dobbiamo chiederci quindi se Vicenza, con il suo entroterra sociale, culturale e turistico, merita di essere un nodo di queste rete. È un’occasione da non perdere perché Vicenza, grazie ad infrastrutture come la Pedemontana, la Valdastico nord e sud, sarà un indiscutibile nodo non solo di passaggio della Tav/Tac ma anche di fermata.

Considerazioni. Variati mette poi sotto esame alcuni degli aspetti dello studio di fattibilità della Tav/Tac che hanno fatto più discutere. In primis le due nuove stazioni, quella a borgo Berga e quella in Fiera che sostituiranno la stazione di viale Roma.  La stazione in Fiera, secondo il sindaco, potrebbe accogliere una quantità di persone maggiore rispetto a quanto fa quella attuale, arrivando ad un bacino di 1 milione di persone. “La stazione di viale Roma – dice Achille Variati – rappresenta un luogo storico per Vicenza, ma certo non brilla per vita o interesse, nemmeno un’edicola riesce a sopravvivere”. Per quanto riguarda la fermata a borgo Berga, per Variati “è il nodo in cui costruire il futuro della città, grazie allo sviluppo dell’università, per la presenza dello Stadio e del Tribunale”.

Osservazioni. Variati accenna poi alle osservazioni presentate dalla maggioranza allo studio di fattibilità grazie ad un maxi-emendamento di 21 punti. “C’è un aspetto del progetto di fattibilità che fin dall’inizio non ci aveva convinto: il tunnel, che non passa sotto la Rotonda come è stato detto in malafede. Con queste false accuse  è stata data una brutta immagine nel mondo di Vicenza, per cui non escludo di agire per vie legali”.

“Per questo – continua Variati – richiederemo una soluzione alternativa, che metta in sicurezza dalle criticità idrauliche e che garantisca un depotenziamento dei flussi veicolari per dare spazio al filobus: serve un salto di qualità per il trasporto pubblico locale”.

“Abbiamo inserito un’osservazione – dice il sindaco – per evitare la possibile speculazione edilizia nella zona della stazione ed un’altra per ridurre le demolizioni, anche se non sono un numero drammatico, che la parte ovest molto urbanizzata dovrà sopportare”

Tempi. Variati accenna infine alla velocità, o fretta secondo i comitati e le associazioni più critiche rispetto alla Tav, che ha dettato i lavori del Consiglio comunale. “I tempi sono così stretti perché per non perdere il finanziamento si deve andare in Conferenza dei servizi entro giugno 2015”. “Ma se non verranno accettate le osservazioni di questo Consiglio, allora diremo no al progetto”, conclude Variati.

Martina Lucchin

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