martedì , 27 Aprile 2021

Crescono le petizioni sulla Tav a Vicenza

Il Consiglio comunale di Vicenza ha dato, martedì 13 gennaio, il via libera allo studio di fattibilità della Tav/Tac a Vicenza. Non si placano però le contestazioni e le richieste di una maggiore partecipazione dei cittadini in merito alla fermata dell’alta velocità e alta capacità nel capoluogo berico. Sono due, infatti, le petizioni online con cui si chiede, in diversi modi, di rallentare sulla Tav. I tempi ristretti – solo a luglio il Ministero delle Infrastrutture aveva dato l’ok per l’opera – e il metodo con cui si è espresso il Consiglio comunale di Vicenza, non sono piaciuti ad alcune forze politiche e associazioni di Vicenza, che provano quindi a far sentire la loro voce.

“Con questa petizione si chiede all’amministrazione comunale di consentire a tutti i vicentini di esprimersi tramite referendum consultivo sull’attraversamento del territorio della linea ferroviaria Alta Velocità/Alta Capacità Verona-Padova, come atto di democrazia e di rispetto nei confronti dei cittadini e del territorio”. Questo è il testo della petizione online inserita nella apposita sezione del sito del Comune di Vicenza da Liliana Zaltron, capogruppo in Consiglio del M5s. La petizione, sottoscritta anche dall’altro consigliere comunale del M5s, Daniele Ferrarin, è stata pubblicata il 12 gennaio e sarà disponibile fino all’11 febbraio.

Liliana Zaltron
Liliana Zaltron

“Abbiamo chiesto  – spiega Liliana Zaltron – che il Consiglio comunale venisse sospeso per permettere il referendum e sentire la posizione dei cittadini. Così non è stato, ma continuiamo la nostra battaglia: non solo per avere il referendum consultivo, ma anche per definire una volta per tutte il regolamento necessario a rendere operativi gli istituti partecipativi”.

Un referendum non sarebbe infatti possibile prima della definizione del regolamento, come previsto dallo Statuto comunale approvato due anni fa. “Come vice presidente della commissione Affari istituzionali – continua la consigliera – spingerò perché riprendano i lavori sul regolamento e perché venga approvato in tempi brevissimi”. Entro trenta giorni dalla scadenza della petizione, infatti, l’amministrazione comunale dovrà dare il suo favore o diniego alla richiesta della petizione. Le firme, ad oggi, sono già più di 300: un numero molto maggiore rispetto a quello raggiunto dalle altre petizioni visibili sul sito del Comune.

Intanto, crescono anche i numeri della petizione online rivolta, ad inizio gennaio, al ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini. Sono 1650 le firme raggiunte per chiedere a Roma di impedire “la distruzione del paesaggio palladiano di Vicenza”. Per la docente Francesca Leder, promotrice della petizione a nome dell’Osservatorio urbano territoriale, il passaggio della Tav sarebbe infatti un’opera troppo invasiva per il territorio vicentino.

I prossimi mesi saranno, quindi, cruciali per la risoluzione del nodo della Tav a Vicenza. Non solo si aspetta il parere di Rfi e del ministro alle Infrastrutture, Maurizio Lupi, sulle modifiche allo studio di Rfi Spa richieste dal Consiglio comunale. L’amministrazione di centrosinistra guidata dal sindaco Achille Variati dovrà, infatti, fare i conti anche con lo sviluppo e l’esito delle petizioni online: una brutta gatta da pelare o un’opportunità per coinvolgere i cittadini, a seconda dei punti di vista.

Martina Lucchin

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