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Il volo nella Grande Guerra nel libro “Ali dall’Adige al Brenta”

Sarà presentato sabato 20 dicembre, a Vicenza, alle 10, nell’auditorium del Museo del Risorgimento e della Resistenza, il volume “Ali dall’Adige al Brenta”, edito da Aviani & Aviani. Il volume, grazie a un’importante selezione fotografica, parte della quale proveniente dalle raccolte del museo di Villa Guiccioli, illustra l’attività aerea e dei campi di volo ubicati all’interno dell’ideale confine geografico delimitato dal corso dei due grandi fiumi veneti. Sarà presente l’autore del libro Luigino Caliaro. Sempre sabato verrà aperta una mostra fotografica sulla Grande Guerra aerea, che rimarrà allestita al Museo del Risorgimento per tutto gennaio ad ingresso libero.

“Sicuramente è un bellissimo sport, ma non vedo utilità per l’esercito”. Così si esprimeva il generale francese Foch mentre assisteva ad una esibizione aerea un paio d’anni prima dello scoppio della Prima Guerra Mondiale. Mai una previsione però, si rivelò tanto sbagliata, poiché a distanza di pochi mesi l’aeroplano ebbe modo di affermarsi come una delle nuove armi più letali ed importanti degli arsenali militari, capace di portare, fatto questo raramente accaduto prima, la guerra fuori dagli schemi classici dei campi di battaglia.

Gran parte di questi campi di volo erano ubicati nel territorio vicentino, in posizione ideale per le operazioni sul massiccio del Pasubio, sull’Altopiano di Asiago e sul Monte Grappa, montagne che nel gioco complesso e talora contraddittorio delle vicende che caratterizzarono il corso della Prima Guerra Mondiale sul fronte italiano avrebbero costituito – per caratteristiche morfologiche, per valore strategico e soprattutto per le ripercussioni morali e psicologiche degli avvenimenti che in esse si svolsero – un settore di primaria importanza, tale da condizionare ad un certo momento lo svolgimento dell’intero conflitto.

Negli anni di guerra, il controllo dell’aria divenne strategicamente importante quanto quello sul territorio, e migliaia furono i voli e i duelli nei cieli. E anche se lo sviluppo dell’aereo come arma ausiliaria fu sempre in rapporto con la guerra terrestre, i ruoli della forza aerea si decuplicarono così da impiegare gli stessi velivoli in ogni ruolo: ricognizione, caccia e bombardamento. Aumentò la consapevolezza che la nuova arma potesse divenire l’elemento decisivo del conflitto, e gli sforzi nella produzione e nell’addestramento dei piloti arrivarono a toccare, nel 1918, livelli impensabili, fino a portare l’aeronautica a essere una delle più clamorose conquiste tecnologiche del tempo, con immense ripercussioni in campo civile nel dopoguerra.

La profondità delle ricerche d’archivio, la logica e la razionalità con la quale una grande quantità di dati è stata verificata, la descrizione dei documenti con approfondimenti bibliografici e storiografici, fanno di questo volume un contributo destinato a segnare gli studi sulla Prima Guerra Mondiale. L’energia, l’intensità, l’efficacia, assieme all’emotività e alla suggestione delle fotografie che accompagnano la ricerca, che in qualche caso superano le potenzialità di altre fonti documentarie, ci fanno toccare vicende di quella guerra che in alcuni momenti hanno assunto i contorni  di una vera e propria epopea.

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