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Vicenza, nuove regole per lo smaltimento delle ramaglie

Cambiano le regole, a Vicenza, per quanto riguarda lo smaltimento di ramaglie, sia agricole che domestiche, bruciandole all’aperto. A dettare le nuove norme è una ordinanza del Comune di Vicenza che sarà in vigore da domani, 2 dicembre. L’ordinanza sostituisce quella precedente che, dal primo gennaio del 2009, vietava l’accensione di fuochi all’aperto per attività agricole, di cantiere e di giardinaggio, anche domestico, in tutto il territorio comunale, per tutto l’anno. Si noti che,.

“Tenuto conto – spiega una nota in proposito del Comune di Vicenza – che bruciare ramaglie, frasche o altri residui vegetali, è una tradizione e un’abitudine consolidata nella prassi contadina, da domani, rispetto a prima, cambia che sarà permesso bruciare ramaglie all’aperto dall’1 marzo (o 29 febbraio in caso di anno bisestile) al 14 ottobre di ogni anno, ma fuori dai centri abitati (le cui delimitazioni sono indicate in una planimetria allegata all’ordinanza) e nel luogo di produzione, in piccoli cumuli. Nel periodo compreso tra il 15 ottobre e il 28 febbraio di ogni anno, il divieto è invece esteso a tutto il territorio comunale, e non solo nei centri abitati. Sono esclusi dal divieto la preparazione dei cibi e le misure adottate dal servizio fitosanitario regionale del Veneto”.

“Abbiamo recepito le recenti normative nazionali e regionali – ha sottolineato oggi l’assessore alla progettazione e sostenibilità urbana, Antonio Dalla Pozza -, tenendo conto però della particolare situazione in cui versa la nostra città, a causa dell’inquinamento atmosferico, aggravato dalla posizione geografica e morfologica di Vicenza, stretta fra i Colli Berici e le prealpi. Dopo un lavoro di analisi e un confronto con le associazioni di categoria, siamo giunti ad una soluzione che consente di non limitare eccessivamente le attività agricole, contemperandole con le esigenze di salvaguardia dell’ambiente e della salute dei cittadini. Ricordo tuttavia che esistono per i cittadini efficienti ed economici servizi svolti da Aim Ambiente per la gestione del verde domestico”.

Le limitazioni contenute nell’ordinanza sono necessarie soprattutto per gli alti livelli di inquinamento dell’aria che, in particolare a Vicenza, vengono registrati dalle stazioni di rilevamento degli inquinanti atmosferici presenti sul territorio, a cui contribuiscono anche le combustioni. “In effetti, – spiega ancora il Comune del capoluogo berico – posto che la normativa fissa in 35 il numero massimo di giorni di superamento dei limiti previsti per la concentrazione delle polveri sottili, o pm 10, a Vicenza i limiti sono stati superati 94 volte nel 2012, 46 volte nel 2013 e, fino ad oggi, 57 volte nel 2014.

“Invitiamo comunque cittadini – conclude il Comune -, in particolare i residenti nei centri abitati, a ricorrere ai servizi di Aim Ambiente per la raccolta e lo smaltimento delle ramaglie, delle potature di alberi, delle foglie e gli sfalci d’erba e di siepi provenienti dalla pulizia degli orti e dei giardini. Vi sono diverse modalità tra le quali scegliere: c’è il ritiro a domicilio, che, dopo aver acquistato il bidone, dà diritto ad un numero illimitato di ritiri e alla riduzione del 5% del tributo dovuto; il ritiro saltuario a domicilio con mezzi speciali, in caso di quantitativi maggiori; il conferimento nei cassonetti stradali verdi o nelle riciclerie; l’attivazione del compostaggio domestico, dove possibile, che dà diritto alla riduzione del 20% del tributo. Oppure è sempre possibile ricorrere a mezzi alternativi al fuoco, come la cippatura del materiale”. Chi non rispetta l’ordinanza può incorrere in una sanzione amministrativa da 25 a 500 euro, sempre che il fatto non costituisca un illecito o un reato e quindi scatti anche una denuncia.

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