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Vicenza, M5S: “Chiarezza sul caso del comandante Rosini”

Ha decisamente posizionato il mirino sul Comune di Vicenza e sui suoi amministratori e dirigenti il Gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle. Due interrogazioni rivolte in pochi giorni al sindaco Variati , l’ultima di ieri, affinché sia fatta luce su 3000 euro da lui ricevuti, per la sua ultima campagna elettorale, dall’ingegnere progettista della Tav. Ora ecco la terza. I consiglieri pentastellati ne hanno infatti presentata oggi un’altra, questa volta sul comandante della polizia locale di Vicenza, Cristiano Rosini, scivolato nei giorni scorsi sulla buccia di banana di Striscia la Notizia, che lo ha immortalato mentre, per motivi personali, guidava a Vicenza in zona Ztl con il permesso istituzionale. Tutto questo con tanto di intervista e “tirata di orecchie” da parte di Moreno Morello, e trasmissione del servizio in serata su Canale 5.

Cristiano Rosini
Cristiano Rosini

“Sul caso del comandante Rosini, – commentano i 5 stelle inviandoci l’interrogazione – pizzicato da un’emittente televisiva nazionale ad usare per scopi personali un permesso Ztl assegnato per motivi istituzionali, è calato un silenzio assordante. Nessuno, tantomeno il sindaco, si è espresso pubblicamente in merito, quantomeno per tutelare l’immagine del Comune di Vicenza gravemente lesa dopo il servizio andato in onda su Striscia la Notizia, che ha suscitato viva indignazione tra i cittadini sia a livello locale che nazionale”.

“Crediamo – continua Daniele Ferrarin che firma l’interrogazione – che un segnale istituzionale vada dato per rispetto verso quei cittadini che, a differenza di Rosini, le regole le devono rispettare altrimenti devono pagare salatissime multe, e anche verso gli agenti di polizia locale che devono avere stima, fiducia e rispetto per chi li dirige e nei confronti dell’amministrazione che servono quotidianamente, a volte anche rischiando la vita. Un vertice che sbaglia deve assumersi tutte le responsabilità davanti alla giustizia, alle istituzioni e ai cittadini, altrimenti le regole saltano per tutti e c’è il rischio di causare a cascata sfiducia dei cittadini nelle istituzioni”.

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