Cultura e Spettacoli

Vicenza, “La guerra” di Goldoni allo Spazio Bixio

Venerdì 19 dicembre. a Vicenza, lo Spazio Bixio è un quartiere d’armi per gli assedianti della cittadella, l’anticamera del conflitto: la tensione è nell’aria, con il Conte alle slot, una spanna più alta del suo tenore di vita, donna Aspasia che sorride ai belligeranti e ricorda solo chi non resta “stecchito”, don Polidoro che prolifera sulle sfortune altrui desiderando ardentemente la guerra, donna Florida e don Faustino che sono divisi tra amore e onore, un mutilato di guerra che non sa rinunciare alla forza della carica, la vivandiera Orsolina e la giovane Lisetta che campano sui guadagni che riescono a carpire dai soldati.

È questa variegata umanità che Goldoni ci presenta ne “La guerra”, una delle sue commedie meno note e rappresentate. La compagnia teatrale “L’Archibugio” ce la presenta in una versione moderna, con i fucili al posto delle baionette, tenendo un ritmo piuttosto soddisfacente, tra spari, marcette, tamburi e comunicati radio. Le due posizioni opposte, gli assedianti e gli assediati, sono fuse con forza caricaturale nei comandanti delle due fazioni che si contendono il tavolo, ognuno attento alla mossa dell’altro.

La storia è un po’ fine a se stessa, senza particolari avvenimenti, è interessante soffermarsi soprattutto sui personaggi messi in scena, gustarne la vitalità: c’è questa “venezianità” nel confronto, una sorta di “pepe” che condisce le pietanze che permette al palato di rinnovare sempre la sua promessa con i sapori, uno spirito di fondo che la compagnia vicentina ha saputo dirigere, nella regia di Giovanni Florio ed Enrico Spezie, in maniera accattivante.

Il complesso attoriale, formato da Giuseppe Balduino, Giovanni Florio, Alessandro Lazzari, Wendy Perez, Umberto Peroni, Manuela Piccoli, Emanuela Russo, Claudia Schiavoi, Enrico Spezie e Gianluca Beltrando, si dimostra unito e coordinato, con una particolare attenzione ai costumi che ricordano i conflitti del Novecento e una fisicità non da poco, con prese da combattimento e spostamenti che non si privano del contatto.

Alla conclusione dello spettacolo non manca una chicca, l’intrusione di Roberto Maria Napoletano dell’Accademia del Teatro Stabile del Veneto che, come quei tipi invadenti che si piazzano davanti alle telecamere e cercano la gloria per sé, parla a nome degli altri attori e ringrazia il pubblico.

Camilla Bottin

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Ti potrebbe interessare...
Close
Back to top button