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Vicenza, un film dall’Africa per riflettere sulla disabilità

Less is more (meno è di più), è una citazione attribuita all’architetto Mies van der Rohe (1886-1968), ma è anche il titolo di una bella canzone di fine anni ’70 del cantautore americano Rupret Holmes. Oggi Less is more è diventato un film, la storia di un viaggio che capovolge l’idea di disabilità.

A Vicenza, mercoledì 3 dicembre, giornata internazionale delle persone con disabilità, ci sarà l’anteprima del film organizzata dall’associazione Pangea Onlus, con l’assessorato alla comunità e alle famiglie del Comune di Vicenza e il Cefa (Ong nata a Bologna oltre 40 anni fa). Il film, del regista Luca Vasco, racconta il viaggio di Norberto De Angelis in Tanzania, a bordo di una handbike, e verrà proiettato al Patronato Leone XIII alle 20.30 con ingresso ad offerta libera.

Il film sarà preceduto da una presentazione cui interverranno l’assessore alla comunità e alle famiglie Isabella Sala, il presidente dell’Associazione Pangea Onlus Giampaolo Ferrari, Mauro Burlina, coordinatore tecnico del Servizio disabili dell’azienda Ulss 6, Flora Gatti, in rappresentanza di Cefa, Evaristo Arnaldi fondatore e presidente di Dottor Clown Italia, Vanni Poli, membro del Consiglio direttivo di Anffas Veneto, e altri rappresentanti di famiglie e loro associazioni.

“Pangea Vicenza onlus crea progetti educativi in aree rurali del sud della Tanzania, rivolti a tutti i bambini, ma soprattutto agli orfani – racconta Ferrari – . In questi 15 anni di volontariato in Africa abbiamo visto lottare per la fame, la carenza di acqua, per la salute, per l’istruzione, ma non per la disabilità: per la disabilità non c’erano nè fondi nè interesse, solo negli ultimi anni alcune organizzazioni hanno iniziato con piccoli progetti, ed ora in Tanzania esistono diverse importanti realtà che lavorano con la disabilità, in particolare il Cefa a Dar es Salaam sta portando avanti un’ottimo lavoro. Pangea collabora con il Cefa da quasi dieci anni: quest’anno ad aprile, quando eravamo a Dar Es Salaam, abbiamo visto il film, che ci è sembrato bellissimo e ci ha commossi. Quando gli amici di Bologna ci hanno chiesto di curare la proiezione del film a Vicenza il 3 dicembre, in occasione della giornata internazionale della disabilità, abbiamo accettato con entusiasmo”.

La storia di De Angelis è esemplare: giocatore di football americano della nazionale italiana che nel 1987 vince i campionati europei, nel 1992 parte volontario per un progetto umanitario in Tanzania, ma un incidente d’auto gli spezza la colonna vertebrale e, dopo due mesi di coma, lo inchioda su una sedie a rotelle. Da qui inizia la sua seconda vita. Nel 2009 compie un’impresa: copre i 3.798 chilometri della Route 66 da Chicago a Los Angeles in 80 giorni. Nel 2013 gli viene chiesto di tornare in Tanzania, nei luoghi dell’incidente.

Accetta e fa un viaggio di 750 chilometri, da Njombe sino alla capitale Dar es Salaam, con la sola forza delle braccia. Viene accolto come un ambasciatore: nei villaggi e nelle città, nelle scuole, durante gli incontri ufficiali le persone lo ascoltano e fanno domande. Particolarmente forti le reazioni degli stessi ragazzi disabili: sul loro viso si leggono sorpresa, emozione, curiosità. Il suo viaggio è diventato il film, che nelle parole del regista, suona così: “i veri nemici della disabilità sono l’isolamento, la riprovazione sociale, la vergogna e l’autocensura delle persone disabili”.

Il 3 dicembre  sarà presentato simultaneamente in 30 città italiane e a Dar Es Salaam, Iringa, Bruxelles, Parigi, Losanna. Pangea Vicenza nasce nel 2003 da un gruppo di giovani che da più di 13 anni svolge attività di volontariato in Tanzania, attraverso gemellaggi con alcune parrocchie e missioni del luogo. Una trentina di volontari che dedicano il loro tempo libero ai progetti e alla raccolta fondi tramite bancarelle, l’organizzazione di eventi: concerti, rappresentazione teatrali e feste di compleanno. Molti volontari si recano in Tanzania regolarmente, a proprie spese e durante i periodi di vacanza, per lavorare, valutare e decidere su quali progetti investire.

Alessandro Scandale

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