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Lo sciopero generale a Vicenza e la protesta a Palazzo Nievo

“Ho portato i saluti del presidente della Provincia di Vicenza, Achille Variati, oggi a Venezia per incontrare il presidente della Regione assieme agli altri presidenti provinciali”. Così Morena Martini, vicepresidente a palazzo Nievo, dopo l’incontro con la delegazione di sindacalisti e dipendenti provinciali che questa mattina hanno occupato simbolicamente la sala dell’ex consiglio provinciale. “Da quando si è insediato, il presidente Variati ha portato ogni settimana la questione a Roma, proprio per farne comprendere i termini”. In buona sostanza infatti, oggi a Vicenza non c’è stato solo lo sciopero generale con cortei e comizi finali in piazza Castello, nella giornata di lotta nazionale indetta da Cgil, Uil e Ugl per dire no alle politiche economiche del governo Renzi.

Rossana Dettori
Rossana Dettori

C’è stata anche una manifestazione nella manifestazione, una protesta che, tutta locale, ha levato più alto il suo grido. Era infatti quella dei dipendenti della Provincia, condivisa dagli amministratori provinciali. Per la Provincia di Vicenza ci sono circa 80 posti di lavoro a rischio, una grande incertezza per il futuro, e la sicurezza che a farne le spesa saranno tanti servizi che la provincia ha svolto fino ad ora e che non si sa chi se ne occuperà quando l’ente verrà smantellato dopo il lento strangolamento che sembra essersi avviato. Parliamo di servizi quali la manutenzione di varie strade, di varie scuole, di alcuni aspetti della tutela ambientale.

Quanto ad una doverosa cronaca della mattinata di protesta, oggi si sono snodati attorno al centro di Vicenza quattro cortei, che si sono poi riuniti in piazza Castello davanti al palco sul quale hanno parlato i leader sindacali. Vi sono stati disagi per la circolazione stradale, soprattutto nella prima parte della mattinata, con code in alcune strade di accesso alla città causate dalla chiusura al traffico delle arterie che portano nella zona. Si è trattato comunque di poche ore, e già verso 11 la situazione era migliorata. I numeri della manifestazione invece, controversi come sempre, sono sembrati in linea con analoghe situazioni di confronto del passato. La partecipazione tipica di Vicenza, insomma. Fonti sindacali parlano di circa 4 mila persone coinvolte. Dal palco di piazza Castello sono comunque risuonate, negli interventi dei sindacalisti, le ragioni della protesta, che esprimono un giudizio severo nei confronti del Jobs Act, “incapace di creare nuova occupazione e scure che si abbatte sui diritti dei lavoratori”.

Lo striscione esposto oggi a Palazzo Nievo
Lo striscione esposto oggi a Palazzo Nievo

Anche la Legge di stabilità è stata criticata e, più in generale, le scelte in campo economico dell’attuale esecutivo, definito “attento soprattutto a soddisfare le richieste che vengono dal mondo imprenditoriale”. Si sono espresse così Grazia Chisin, segretario provinciale della Uil, Marina Bergamin, suo omologo nella Cgil, ed anche parecchi altri rappresentanti dei vari comparti del mondo del lavoro che si sono avvicendati al microfono. E’ intervenuta anche Rossana Dettori, segretario generale nazionale della Funzione Pubblica Cgil, che ha partecipato anche alla protesta in provincia. Per quanto riguarda quest’ultima, ovvero, come dicevamo sopra, la manifestazione nella manifestazione, si è distinta dal resto poiché appunto è stata caratterizzata dalla tappa a Palazzo Nievo, dove c’è stata l’occupazione simbolica della sede provinciale. E’ stato anche fatto scendere, da un balcone del palazzo, uno striscione che sottolineava le ragioni di preoccupazione dei dipendenti dell’ente.

Come dicevamo in apertura, non è questo uno scontro tra base e vertice. Gli amministratori provinciali si dicono infatti vicini alle rivendicazioni dei lavoratori, ed entrambi criticano aspramente la scelta del governo di tagliare le risorse provinciali. Del resto si parla di quasi 50 milioni di euro che verranno a mancare a palazzo Nievo nel giro di alcuni anni, risorse importanti, senza le quali si ritiene certa la dismissione dell’ente. Tra l’altro abbiamo scelto anche noi di mettere in evidenza questo aspetto della giornata odierna, e lo abbiamo fatto intervistando Rossana Dettori che, come dicevamo sopra, è alla guida nazionale della Funzione pubblica della Cgil. Assieme a lei parla anche Giancarlo Puggioni, segretario provinciale di Vicenza della stessa categoria. Abbiamo registrato l’intervista in audio e la proponiamo integralmente nell’audiolettore sulla fotografia in alto nella pagina.

Quanto infine agli amministratori provinciali, concludiamo con la riflessione della vicepresidente della Provincia, Morena Martini, con le cui parole abbiamo del resto anche aperto questa pagina. “Ben venga – ha detto – la riforma delle pubbliche amministrazioni, ma lo sperpero non abita nella nostra Provincia. Non si può buttare il bambino e l’acqua sporca insieme, non si è pensato ad un piano industriale, si è operato solo con la politica dei tagli ma senza prevedere la salvaguardia delle funzioni e dei servizi fin qui assolti, sempre con puntualità e nonostante una campagna di informazione spesso disinformata e pregiudizievole. Lo sanno bene anche i dipendenti, che in silenzio hanno continuato a garantire alti livelli di professionalità e produttività. Mi auguro, e se lo augura per primo il presidente Variati che ha collaborato alla scrittura di alcuni emendamenti, che il governo ascolti chi opera nel territorio, vicino alla sua gente, sindaci e presidenti di Provincia in primis”.

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