Schio e dintorni

Schio, un concerto per i missionari in Congo

Africa, non solo Ebola. Se l’attenzione dei media in queste settimane è fagocitata dai timori e dalle conseguenze del letale virus che miete migliaia di vittime, è bene ricordare che i gravi problemi del continente nero non sono solo quelli sanitari. Una testimonianza in proposito arriva dalla Repubblica Democratica del Congo , dove da molti anni sono presenti alcuni missionari scledensi. I padri Dino e Silvano Ruaro, che portano avanti una missione nell’area di Mambasa e Nnduye, dando ospitalità e scolarizzazione a centinaia di bambini e ragazzi, raccontano in alcune lettere i momenti drammatici vissuti di recente.

Padre Ruaro
Padre Ruaro

“Violenza e corruzione dilagano – scrive padre Silvano – . Lo Stato è completamente assente e le vere vittime sono i civili, soprattutto i giovani, senza istruzione nè lavoro. La società civile si sgretola sotto i colpi degli abusi e della prevaricazione”. Un episodio risulta esemplare, come scrive lo stesso missionario: “un giovane accusato di aver danneggiato una piantagione tentando di fuggire viene ferito con arma da fuoco da parte di un poliziotto e nel tragitto verso l’ospedale muore. Il giorno dopo c’è una sommossa dei Pigmei, furiosi e intrattabili. Cerco di parlare con loro, mi dicono che non devo intromettermi e mi minacciano con le lance e le frecce avvelenate. La gente assiste impaurita e silenziosa. Negozi, quei pochi che ci sono, chiusi; i bambini scappano dalla scuola. Riusciamo ad avvisare le autorità di Mambasa; i soldati arrivano dopo quarant’otto ore, ma non risolvono nulla e anzi, se ne vanno portando via  capre e galline sequestrate alla gente del villaggio”.

Un bambino a scuola
Un bambino a scuola

Ma l’episodio non finisce così. Anzi provoca ritorsioni e vendette. Il capo villaggio a Mambasa è nei guai, perché il poliziotto dice che è stato lui a dirgli di sparare. Dopo qualche giorno torna la violenza: “arriva alla missione un commerciante sconvolto, dicendo che i bracconieri hanno ammazzato una guardia davanti al suo negozio. Il mattino seguente vengo a sapere che c’è un’altra guardia ferita. Anche questa, trasportata a Mambasa in moto, morirà poco dopo il suo arrivo. Si sparge la voce che arriveranno i militari per l’inchiesta… panico. La gente scappa nella foresta. I soldati arrivano. Non si preoccupano dei bracconieri. Lo scopo è inventare pretesti per estorcere denaro o altri beni a dei pretesi complici. Sono venuti spesso da me. Purtroppo i miei consigli e richiami alla calma sono rimasti senza effetto. Il povero commerciante che ha assistito all’assassinio è accusato di complicità e per sottrarsi al trasferimento a Mambasa, dove probabilmente sarebbe stato sottomesso a interrogatori o torture, deve patteggiare due notti in prigione, 500 dollari, intascati dal capitano inquisitore, due capre e casse di birra”.

In aiuto dei missionari scledensi è attivo da tempo a Schio il gruppo missionario parrocchiale di Cà Trenta, che si fa carico di varie iniziative per supportare i religiosi concittadini in terra d’Africa. Imminente il prossimo evento: lunedì 8 dicembre alle 20 nella chiesa parochiale di Cà Trenta si terrà la 24° edizione del Concerto dell’Immacolata con l’esibizione del Coro Ges di Schio, uno dei più rinomati gruppi corali della città, facente parte del sodalizio Coralità Scledense. “Sarà l’occasione per raccogliere offerte da destinare alle missioni congolesi di Mambasa e Nnduye” racconta Gino Dal Santo, responsabile del gruppo missionario, “un segno concreto per essere vicini a Dino e Silvano Ruaro, il cui operato in Africa è di grande valore umano e sociale”.

Alessandro Scandale

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