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Romano d’Ezzelino, 76 esuberi alla Campagnolo Commercio

Non sarà un autunno caldo come da storica memoria e come qualcuno, nei mesi scorsi, aveva ipotizzato, ma pur sempre è un autunno di proteste e rivendicazioni. Da quelle nazionali, legate alla politica economica del governo, a quelle locali legate alla crisi economica tutt’altro che passata. E’ quest’ultimo il caso dell’azienda Campagnolo Commercio di Romano d’Ezzelino, che versa in gravi difficoltà e che ha avviato la procedura di licenziamento per 76 dipendenti su 131 occupati.

Una situazione difficile dunque, come difficile è la trattativa che i sindacati stanno portando avanti cercando di non fad cadere nella disperazione quasi ottanta famiglie. E i lavoratori della Campagnolo Commercio protesteranno, martedì 9 dicembre, faranno sentire la loro voce chiedendo che si faccia qualcosa. Lo faranno con una giornata di sciopero ed un presidio, a Vicenza, davanti alla sede dell’amministrazione provinciale, in concomitanza con l’incontro fissato in sede istituzionale tra le parti sociali, l’azienda e il responsabile del lavoro della Giunta di Palazzo Nievo.

“E’ una trattativa molto difficile – spiegano i sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil – che va avanti dal mese di ottobre. Da subito abbiamo chiesto alla direzione aziendale un atto di responsabilità verso le famiglie dei dipendenti. Abbiamo proposto il pieno utilizzo degli ammortizzatori sociali, anche favorendo percorsi di uscita verso la pensione, rendendo la riorganizzazione aziendale meno drammatica possibile. Ricordiamo anche che il territorio del Bassanese vive un pesante impatto sul piano occupazionale, dovuto alla forte crisi che investe la provincia ed il paese”.

Le tre sigle sindacali confermano comunque la decisione presa dall’assemblea dei lavoratori, di proseguire la trattativa con l’azienda, e ribadiscono che un’alternativa è possibile. “Siamo contrari agli esuberi comunicati dalla Campagnolo Commercio, – sottolineano – e confermiamo la piena disponibilità a trovare una soluzione alternativa per la salvaguardia dei posti di lavoro,  chiedendo che gli amministratori e i politici dei territori interessati diano il loro contributo per la soluzione di questa vertenza rimanendo a fianco dei lavoratori”.

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