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Il Ponte di Bassano ancora sotto osservazione

È tempo di passare dalle parole ai fatti per quanto riguarda il restauro del Ponte di Bassano. Si sono infatti concluse ad ottobre le ultime analisi sullo stato di conservazione della struttura del ponte.  Ora sono in cantiere le soluzioni per fermare il degrado del monumento cittadino più famoso di Bassano del Grappa. Claudio Modena, docente dell’Università di Padova con cui il Comune di Bassano ha avviato questa estate una convenzione per avere il supporto dell’Ateneo in tutte le fasi del restauro, ha le idee chiare: per le parti in legno fuori dall’acqua sarà fondamentale progettare continui e mirati interventi di manutenzione; per le fondamenta, cioè le parti subacquee, servirà invece un’azione che possa essere permanente. Queste le basi per le possibili soluzioni che Modena e la giunta guidata dal sindaco Riccardo Poletto porteranno davanti alla Soprintendenza nell’incontro del 12 dicembre.

Riccardo Poletto
Riccardo Poletto

Le analisi condotte dalla società Foppolimoretta e Associati, coordinate appunto da Claudio Modena, hanno infatti messo in luce i punti di forza e di debolezza del Ponte costruito nel 1209 e riprogettato da Andrea Palladio nel 1569. “Il Ponte è fatto di legno  – spiega Modena – e quindi l’esposizione all’acqua e il suo successivo asciugamento fanno dilatare le parti di cui è composto. Nello specifico, i problemi più gravi riguardano la copertura in legno e la pavimentazione, che non riesce a proteggere dall’umidità la parte sottostante”. “Dall’altra parte però – continua Modena – le basi in legno del ponte hanno l’importante capacità di adattarsi ai movimenti dovuti alle correnti d’acqua e ai fenomeni sismici”. Ecco perché, per la copertura e la pavimentazione, si interverrà con tecniche tradizionali e materiali il più possibile vicini a quelli esistenti. La “fondazione”, cioè la parte che sorregge il ponte, avrà bisogno invece di un intervento più invasivo. “Il palo su cui poggiano le pile era in origine fisso e immerso nel terreno – dice infatti Modena – ora invece non poggia su una base rigida ma sull’acqua”.

L’inizio della fase progettuale del restauro è quindi vicina. Queste ultime rilevazioni si uniscono infatti alla indagini subacquee condotte nel 2014 e alle analisi laser-scanner fatte tra il 2012 e il 2013, che hanno portato alla realizzazione di un modello tridimensionale del ponte e di tutte le sue parti. “Abbiamo fatto queste ulteriori analisi – dice il sindaco Poletto –perché la portata del flusso d’acqua non ci permetteva di procedere con il restauro.  Intanto continuiamo a cercare finanziamenti insieme al presidente della sezione Ana Monte Grappa, Giuseppe Rugolo e a Ilario Baggio, che porta ogni giorno idee nuove per avere donazioni spontanee dai cittadini”. “Siamo in linea con il cronoprogramma che abbiamo fissato – conclude l’assessore e vice sindaco Roberto Campagnolo – Pensiamo che la fase progettuale possa finire entro marzo 2015 e di avviare poi la gara per l’appalto in primavera”.

Martina Lucchin

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