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Da oggi separazioni e divorzi più veloci, ma non per tutti

Probabilmente non converrà a tutte le coppie in fase di separazione ma, mentre la cosiddetta legge sul divorzio breve è ferma in Senato, da oggi è possibile ridurre i tempi burocratici per le separazioni consensuali, i divorzi su richiesta congiunta e per la modifica delle loro condizioni. La legge in vigore da oggi, infatti, consente alle coppie senza particolari contenziosi patrimoniali di ottenere il definitivo divorzio senza passare dal tribunale, ma scegliendo una delle due procedure previste: o un accordo consensuale davanti all’ufficiale di stato civile, o una procedura di negoziazione assistita da avvocati.

Nel primo caso, trascorsi i tre anni di separazione, basta rivolgersi al comune di residenza di uno dei due coniugi o al comune dove si è registrato il matrimonio. Lì, anche senza assistenza legale e al costo di 16 euro, si può ottenere il definitivo divorzio con un primo appuntamento congiunto dedicato alla compilazione dell’apposito modulo e un secondo incontro, dopo trenta giorni, per la conferma dell’accordo preso. Questa modalità è riservata ai coniugi che già concordano sulla separazione definitiva e soprattutto senza figli minori, economicamente non autosufficienti o portatori di handicap.

Filippo Zanetti
Filippo Zanetti

Nel secondo caso l’accordo viene mediato dagli avvocati di entrambe le parti che, subito dopo, lo trasmettono al Procuratore della Repubblica competente. Qui, il Procuratore può stabilire la validità dell’accordo anche in presenza di figli minori, maggiorenni non autonomi o portatori di handicap, se giudicato per loro favorevole.

Ci sono tuttavia delle criticità. Innanzitutto, è stato stimato come molto basso il numero di coppie che avrà la possibilità di usufruire del primo servizio (si parla di circa il 5% di chi vuole divorziare), proprio perché è molto difficile trovare una così netta separazione consensuale senza figli o problemi patrimoniali: è ideale per coloro che, separati da tre anni, si sono costruiti oramai una vita totalmente indipendente.

“E’ importante snellire le procedure di divorzio nel caso in cui non ci siano figli o situazioni patrimoniali importanti – dice al riguardo l’assessore alla semplificazione Filippo Zanetti – tuttavia invitiamo ad usare questi metodi con una certa cautela: quando infatti non ci sono avvocati che garantiscono la neutralità, l’accordo rischia di diventare lesivo per la parte più debole della coppia”

Per quanto riguarda la seconda procedura, potranno nascere dei problemi di tipo economico per i cittadini, visto che tutta questa legge è stata studiata senza oneri per lo stato.

“Per chi avrà bisogno comunque della mediazione legale – ricorda l’avvocato Paola Ciarrocchi – e ha un reddito basso, nascerà un problema. Infatti, la legge non prevede l’accesso al patrocinio spese dello stato, una cassa a cui i coniugi dal basso reddito hanno diritto quando scelgono la via giudiziaria per separarsi”

Riccardo Carli

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