Lettere e Opinioni

Diritti negati, chi ha paura della “famiglia diversa”?

E’ passata un po’ sotto silenzio, ma a qualcuno non è sfuggita. Parliamo di una decisione della giunta regionale veneta che, come ci fanno sapere i consiglieri comunali della lista Bassano per tutti Mattia Bindella, Teresa Santini e Renzo Masolo, ha istituito poche settimane fa la “Festa della famiglia naturale”, che si terrà ogni anno in occasione dell’ultimo giorno di scuola prima delle vacanze di Natale. “La scelta di questa data – fanno notare i consiglieri bassanesi -, come indicato dai promotori dell’iniziativa, non è casuale, inserendosi nello specifico obiettivo di legare la valorizzazione di quella che, secondo la giunta regionale, sarebbe l’unica forma possibile di famiglia con il periodo delle vacanze natalizie e, quindi, con la tradizione del nostro territorio”.

“La delibera – prosegue la nota in proposito del gruppo Bassano per tutti – verrà trasmessa a tutte le scuole e agli enti locali, affinché la giornata venga celebrata coinvolgendo studenti e genitori. Come consiglieri comunali ed in virtù del ruolo istituzionale che i nostri cittadini ci hanno voluto affidare, condanniamo con forza e determinazione l’istituzione di una ricorrenza che riteniamo profondamente pericolosa per il messaggio di esclusione ed intolleranza di cui si fa portatrice, in particolare considerando quelli che sono stati scelti dalla Regione del Veneto come i principali destinatari dell’iniziativa in questione, i ragazzi e le ragazze delle scuole venete”.

Insomma, i consiglieri bassanesi sottolineano il malcelato intento, nell’iniziativa della giunta regionale, di penalizzare chi è diverso, ribadendo che, al di fuori della coppia convenzionale composta da un uomo ed una donna, non vi è famiglia né affettività. Un scarsa tolleranza di fondo che il gruppo stigmatizza mettendo in evidenza anche il fatto che “la scuola rappresenta il luogo dell’educazione civile e sociale per eccellenza e non possiamo accettare che proprio in essa venga veicolato un messaggio a senso unico come quello trasmesso dalla delibera, un messaggio con il quale verrebbe indicato ai giovani studenti e alle giovani studentesse un solo modo di intendere i rapporti di amore, di convivenza e di crescita affettiva. Il solo concetto di famiglia giusto e naturale, di fatto, viene indicato dalla Regione del Veneto come quello celebrato nella ricorrenza istituita con la delibera in questione, ricorrenza che, appunto, prende il nome di Festa della famiglia naturale. Come consiglieri comunali di Bassano per Tutti, esprimiamo la nostra indignazione per questa delibera, nella volontà di trasmettere un messaggio chiaro ai nostri cittadini e alle nostre cittadine, in particolare a tutti coloro che, a causa di una società che ancora troppo spesso tende ad escludere chi non rientra all’interno di canoni ritenuti indiscutibili, vivono una situazione di discriminazione”.

“La società che abbiamo in mente – concludono i consiglieri comunali – è una società per tutti, in cui ogni forma di amore trova piena cittadinanza. La Regione è un’Istituzione importante del nostro Paese e con questa delibera si fa promotrice di un messaggio pericoloso. Vogliamo dimostrare, con la nostra presa di posizione, che esiste un modo diverso di intendere e far vivere le Istituzioni. Vogliamo ribadire che, per quanto ci riguarda, non esistono orientamenti sessuali più naturali di altri o forme di amore ed affetto più giuste di altre. Per queste ragioni, invitiamo le scuole della città di Bassano del Grappa a non aderire ad un’iniziativa contraria ai principi di eguaglianza sanciti dalla nostra Costituzione ed estendiamo l’invito ad unirsi alla nostra presa di posizione ai rappresentanti politici di ogni schieramento dell’intero nostro territorio. Invitiamo, infine, la Regione del Veneto ad abbandonare questo tipo di atteggiamento e a promuovere, invece, iniziative concrete contro ogni forma di discriminazione, nelle scuole e nei confronti della cittadinanza”.

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