martedì , 20 Aprile 2021
Un striscione esposto sulla facciata dell'ex Tribunale di Bassano ai tempi della protesta contro la sua chiusura
Un striscione esposto sulla facciata dell'ex Tribunale di Bassano ai tempi della protesta contro la sua chiusura

Bassano dice addio anche all’Ordine degli avvocati

Ci sarà anche il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, lunedì mattina, 29 dicembre, a Bassano del Grappa, all’incontro pubblico promosso dal locale Consiglio dell’Ordine degli avvocati, che si congeda così definitivamente e mestamente dalla città e dalle sue istituzioni. “Dal primo gennaio Bassano perderà un altro pezzo di storia”, scrive, infatti, nella lettera di invito l’avvocato Francesco Savio, presidente dell’ordine.

Francesco Savio
Francesco Savio

“Come è già successo per il tribunale cittadino – spiega Savio – la sciagurata riforma della geografia giudiziaria si porterà via anche l’Ordine degli avvocati, una istituzione che da sempre ha affiancato il nostro tribunale e che negli ultimi anni si è lanciata in una impari battaglia contro lo stato centrale, nel tentativo di impedirgli di danneggiare gravemente l’area bassanese, privandola di quell’efficiente amministrazione della giustizia di cui andavamo fieri”.

Essendo stata cancellata, l’Avvocatura non potrà più continuare la propria missione di difesa e si affida, pertanto, al presidente della Regione, Zaia, “cioè a chi più di ogni altro ci è stato al fianco in questi anni – precisa Savio –, a chi, con il suo convinto sostegno, ha nobilitato una battaglia per garantire la corretta amministrazione della giustizia nell’intero territorio regionale”.

L’incontro si terrà nell’aula udienze del nuovo edificio, in via Marinali, in quella che avrebbe dovuto diventare la sede della “Cittadella della Giustizia” bassanese e che invece è rimasta desolatamente vuota e inutilizzata, “simbolo – come ha più volte evidenziato lo stesso presidente Zaia – dello spreco e dell’ignavia di uno Stato centralista e incapace di governare con correttezza ed equilibrio i territori, penalizzando in modo assurdo proprio quelli, come il veneto e il vicentino, che sono i principali supporti dell’economia di questo Paese”.

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