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Aim Mobilità, i lavoratori rigettano l’accordo sul premio

I dipendenti di Aim Mobilità hanno detto no all’accordo sul premio di risultato per il 2014. Si fa dunque sempre più duro lo scontro tra i lavoratori della municipalizzata e l’azienda, che tuttavia, neanche due settimane fa aveva sottoscritto, proprio su questo tema, un accordo con i sindacati, presso la sede di Confindustria Vicenza. Ma l’accordo doveva essere appunto ratificato dall’assemblea dei dipendenti di Aim Mobilità, assemblea che invece ieri, a maggioranza, lo ha respinto

Filt Cgil, Fit Cisl, Uil Trasporti e Ugl Autoferrotranvieri, che avevano sottoscritto con l’azienda la bozza di accordo “preso atto della decisione dei lavoratori – scrivono in una nota sono a considerare l’ipotesi di accordo nullo”. Tutto da rifare dunque, ed un terreno di scontro che sta diventando sempre più accidentato per Aim Mobilità e per chi vi lavora.

“Siamo convinti – commenta in proposito Massimo D’Angelo, di Filt Cgil Vicenza – che sia neecessario ascoltare i lavoratori e che il no al premio sia un voto di dissenso contro questa dirigenza aziendale che da qualche anno chiede sacrifici e nulla ha dato in cambio”.

Secondo il sindacalista dunque i lavoratori di Aim Mobilità, respingendo l’accordo sul premio di risultato, vogliono soprattutto dire che sono “stanchi di sentire frottole, di non avere la possibilità di conoscere i bilanci di previsione, i piani industriali, di vivere alla giornata ed essere spremuti come limoni, osservati, scrutati, giudicati dal dirigente di turno che acquisisce il diritto attraverso il premio di emettere una pagellina sul quotidiano del lavoratore fatto di sacrifici, di doppi turni, di duro lavoro, di tante rinunce, di stress, di arrabbiature”.

“Siamo arrivati al capolinea – conclude D’Angelo -.  Come Filt Cgil non siamo più disponibili a contrattare sul fumo, sulle incertezze, che da anni ormai questa azienda manifesta ai tavoli della trattativa. Un’azienda che si è rimangiata e ha rinnegato le intese verbali raggiunte dopo mesi di trattative ufficiali e ufficiose, con i segretari generali confederali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, sulle linee guida da perseguire nelle varie società del Gruppo sul premio di risultato, creando incertezze e tanta confusione”.

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