Un libro e un seminario sulla tradizione hawaiana

Che cos’hanno in comune Vicenza e l’antica tradizione popolare hawaiana? Un libro, pubblicato da un editore vicentino, e un seminario. Due strumenti di conoscenza alla portata di tutti. Dall’antica saggezza popolare delle lontane isole Hawaii arriva in Occidente un termine che sempre più persone cominciano a conoscere: Ho’Oponopono. Le parole Ho’ Oponopono significano percependo la perfezione miglioro la realtà. Il concetto di base di questa filosofia è che più o meno tutto ciò che si presenta nella vita è influenzato e generato da ricordi,  ma una volta che si manifesta è assolutamente reale.

Per “pulire” (appunto) il campo da facili etichette e identificazioni con la trovata new age di turno, è bene subito precisare che il metodo ha una sua origine nell’ambiente scientifico. Il dottor Hew Len, psichiatra originario delle Hawaii con una notevole esperienza di lavoro con persone sofferenti di disturbi di sviluppo e con malati mentali criminali e le loro famiglie, alcuni anni fa scoprì questo metodo (che conosceva bene e che sperimentava da decenni), mentre si occupava di un reparto di pazienti criminali senza aver mai visto nessuno di essi. Lo psicologo studiava la scheda clinica di un detenuto e poi guardava dentro di sé per vedere quali condizioni aveva creato, che si erano poi manifestate come malattia in quella persona. Contemporaneamente a come egli aveva ottenuto dei miglioramenti, il paziente era migliorato.

ho-oponopono-occidentaleSul tema esce in questi giorni un libro della trevigiana Giovanna Garbuio, edito da Il Punto di Incontro, di Vicenza, dal titolo Ho-Oponopono occidentale – Percependo la perfezione miglioro la realtà. In circa 240 pagine spiega un modo di vivere che permette di assaporare consapevolmente la vita. La visione occidentale di questa filosofia, nel completo rispetto delle sue origini, nata da un profondo studio e un’assidua sperimentazione, va a fondo dei perché e ricava ulteriori “come” che rendono Ho-oponopono un modo di essere, nella sua semplicità, immediatezza ed efficacia estrema. Nell’Ho’ Oponopono occidentale ci sono dei ragionamenti generali e “universali” che ci mettono a stretto contatto con tutte le culture spirituali del mondo e che portano a galla un modo di essere e di affrontare la vita efficace e funzionale al nostro benessere e alla nostra serenità.

Sull’argomento domenica 30 novembre dalle 10 alle 18 ci sarà a Vicenza un seminario esperienziale condotto dalla stessa autrice, che si terrà nela sala Ottavina di strada Marosticana 235 a Vicenza, organizzato dall’associazione culturale di promozione sociale ViEmozionerete, di recente costituzione a Vicenza. Visto l’alto numero di iscrizioni, gli organizzatori stanno pensando di fare il seminario anche sabato 29. (Info: Paola Zocca, responsabile dell’associazione, Tel. 328 7855852).

Abbiamo rivolto all’autrice del libro (e conduttrice del seminario) alcune domande.

Qual è la filosofia alla base di Ho’ Oponopono?

“E’ l’Amore a tutto tondo. Se invece la domanda si riferisce ai fondamenti storici possiamo farlo risalire all’Ho’omana, la filosofia Hawaiana che è giunta in occidente rielaborata e modernizzata con il nome di Huna, coniato nello scorso secolo impropriamente dallo studioso Americano Max Freddom Long e ripreso con maggiore consapevolezza e competenza da Serge Kahili King che ne è divenuto l’attuale maggiore esponente. Il popolo Hawaiano, fin dall’antichità, ha recuperato l’equilibrio all’interno delle proprie relazioni e delle proprie situazioni, quando barcollava o pareva smarrito, sempre attraverso lo strumento dell’Amore. Esattamente questo infatti è “lo spirito di Aloha”. Aloha è la parola che gli Hawaiani utilizzano per esprimere il concetto di Amore, ma il suo significato profondo può spiegarci lo stile di vita di questo popolo. Il termine Aloha è utilizzato alle Hawaii con il significato superficiale di “ciao” o “arrivederci”, ma il termine nella lingua hawaiana ha un senso molto più profondo: è in sostanza il termine che indica il concetto di amore incondizionato.

Alle Hawaii oggi riesci a trovare lo Spirito di Aloha “nascosto” in bella vista nel cuore di ognuno. Il suo significato più profondo contempla “La gioia (oha) di condividere (alo) l’energia vitale (ha) ora (alo)” da questo concetto nasce lo spirito amichevole e pacifico proprio della cultura Hawaiana. Da qui la definizione Huna che vede nel principio “Aloha” l’incitamento a “vivere gioiosamente insieme” condividere cioè la gioia di vivere. Allo stesso tempo come la parola Shalom e la parola Namastè, la parola Aloha significa “riconosco il divino in te”. Ecco quindi che lo spirito di Aloha presuppone la dilatazione del nostro Io, fino a comprendere gli altri e capire che sono parte di noi stessi. Consapevoli di questo sarà normale condividere l’esperienza della vita facendo conto sull’energia cosmica a disposizione per tutti.

Perchè “occidentale”? Cosa ha cambiato rispetto alla visione originaria?

“Ho’ Oponopono occidentale è solo una versione di “Ho’Oponopono” perchè un assoluto non esiste. E’ un approccio alla vita e l’occidentale è l’approccio alla vita dalla nostra cultura. Ci è giunto da una cultura completamente diversa dalla nostra che per svariati motivi facciamo fatica a fare nostra. Uno studente cinese e uno studente italiano che guardino contemporaneamente lo stesso dipinto di un ritratto, vedranno cose diverse. Questo non significa che un modo di guardare sia corretto e uno sia sbagliato o uno sia migliore e l’altro sia peggiore. Significa solamente che sono due modalità di approccio diverse. Questo perché tutti noi siamo profondamente diversi gli uni dagli anche da un punto di vista culturale in relazione al tipo di società nella quale siamo nati e cresciuti.

Tutti i condizionamenti come l’educazione, i genitori, la scuola, gli insegnanti, i libri, la televisione, i giornali, sono quello che determina la cultura. Quando noi ci descriviamo, per presentarci a qualcuno tendiamo a farlo mettendo in luce le nostre caratteristiche da un punto di vista negativo. Tendenzialmente ci è più facile descrivere ciò che non siamo, quello che non riusciamo a fare, piuttosto che ciò che siamo e i bei risultati che siamo in grado di ottenere. Anche quando mettiamo in luce i nostri talenti generalmente c’è sempre un però, c’è sempre qualcosa che offusca la nostra luce. Questo modo di porci è anch’esso un retaggio culturale, una modalità sociale diffusa. Non siamo abituati a guardarci e quindi non siamo capaci di vederci dalla prospettiva propositiva. Molto spesso ciò che personalmente vediamo come difetti, caratteristiche negative, ad un rapido cambio di punto di vista appaiono come belle qualità o almeno potenzialità di crescita e di evoluzione. Ma il più delle volte non ce ne rendiamo conto e continuiamo a vederci piccoli brutti e neri.. e chi non lo fa subito viene etichettato come presuntuoso, superbo e narcisista dall’opinione comune. Semplicemente perché culturalmente non siamo abituati a vederci candidi e splendenti.

Ecco perchè mi sono persuasa dell’importanza di vedere anche l’Ho’ Oponopono dalla prospettiva della nostra cultura. Le risposte sono andata a cercarmele autonomamente, ma nel farlo mi sono chiesta se come mi sono trovata io in questa situazione di incompletezza, forse poteva essere che qualche mio concittadino subisse la stessa frustrazione. Le risposte le ho cercate unicammente per me stessa! Ma una volta trovate o almeno una volta trovate alcune di esse, ho sentito il desiderio di condividerle. Perciò, una volta sintetizzato tutto questo percorso, ho voluto metterlo a disposizione di chi come me aveva bisogno di capire, di comprendere.

Che tipo di lavoro si farà durante il seminario?

“I miei seminari sono strutturati come veri e propri strumenti di pulizia, in quanto ogni cosa, ogni siituazione, ogni incontro se vissuto consapevolmente può essere utilizzato a tale scopo, con l’obiettivo sempre di evolvere consapevolmente in direzione di quell’Amore che noi tutti siamo. La condizione per poter manifestare il regno dei cieli sulla terra è quella di essere consapevoli di averne la possibilità. Ogni volta che un individuo ritrova la capacità di essere felice contribuisce alla manifestazione della felicità dell’umanità intera e alla pace nel mondo. La strada più efficace e fluida è quella di renderci consapevoli di queste potenzialità e quindi utilizzarle. Il seminario ci condurrà in una giornata esperenziale a capire come comprendere quale sia il meccanismo che regola tutto il marchingegno in cui siamo immersi con l’obiettivo di portarci ad utilizzare consapevolmente gli strumenti di crescita e di evoluzione che l’universo ci mette a disposizione ogni giorno.

Il seminario è un calbrato mix di momenti teorici e momenti pratici, con esercizi proposti con l’obiettivo di sviluppare la propria percezione del meccanismo e atti a stimolare la consapevolezza dei concetti alla base del metodo. Il corso approfondisce il concetto come modo di vivere coadiuvato da pratiche e da specifici strumenti energetici. Faremo insieme delle meditazioni guidate e una serie di esercizi esperenziali, singoli e di gruppo, per fissare i concetti teorici che verranno esposti nell’arco della giornata. Alcuni esercizi lavoreranno direttamente sugli aspetti energetici altri sulla comprensione di chi siamo. Ci saranno momenti di condivisione e di approfondimento. In sostanza tutto il seminario è diretto a cercare di capire come e perchè ho-oponopono funziona e a mostrare una via per utilizzarlo.

Alessandro Scandale

2 Commenti

  1. un altro libro inutile
    scritto in italia da gente che solo da pochi anni pratica …… marketing spirituale……. huna non esiste

    • Sarei più cauto, caro Ivan, nel definire “inutile” un libro, che si può non apprezzare per vari motivi, ma si tratterà sempre di motivi personali. Personalmente non giudico mai un’opera in senso assoluto, dico “non mi piace”, o al massimo “a mio giudizio è un libro inutile”. Insomma, quello che non è utile per lei può esserlo per molti altri. Per non parlare poi del basso livello delle odierne produzioni, sia in campo letterario che saggistico… Se dovessimo liberarci di tutti i libri oggettivamente “inutili” che vengono oggi pubblicati, gli scaffali dei librai (fatti salvi i classici, naturalmente) sarebbero quasi vuoti. Quanto al “marketing spirituale”, beh bisogna stendere un velo pietosissimo su quanto pesa il marketing in questo campo. Secondo lei quanti sono i libri pubblicati in Italia scritti senza “tener d’occhio” il marketing? E quanti quelli motivati solo da esso?
      F. O.

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