Dettaglio del monumento ad Andrea Palladio, a Vicenza, in piazzetta Palladio
Dettaglio del monumento ad Andrea Palladio, a Vicenza, in piazzetta Palladio

Vicenza, 20 anni di Unesco. Tanti beni con poco Stato

A vent’anni dall’inserimento di Vicenza tra i siti Unesco patrimonio dell’umanità, la nostra città ha ospitato oggi l’assemblea nazionale dei 53 soci dell’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale. Un’occasione per ricordare quanto è stato fatto, ma anche per denunciare come in Italia spesso la tutela e la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale sia lasciata all’iniziativa delle comunità locali, senza il dovuto appoggio statale.

Dopo vent’anni, vale forse la pena di ricordare le motivazioni per cui Vicenza è entrata nel patrimonio mondiale: Vicenza costituisce una realizzazione artistica eccezionale per i numerosi contributi architettonici di Andrea Palladio, che integrati in un tessuto storico ne determinano il carattere d’insieme, e poi Grazie alla sua tipica struttura architettonica la città ha esercitato una forte influenza nella storia dell’architettura, dettando le regole dell’urbanesimo nella maggior parte dei Paesi europei e del mondo intero.

Achille Variati
Achille Variati

“Vicenza ha vissuto tutte le sue scelte nell’ottica di essere città Unesco – dice il sindaco Achille Variati, nella sua panoramica sul lavoro fatto nell’ultimo ventennio – i restauri sono stati rigorosi ma anche volti a far rivivere come un tempo i luoghi culturali, ci sono state iniziative di tutela dell’ambiente e coerenti scelte urbanistiche. Certo, è stata costruita anche qualche bruttura, come il nuovo Tribunale, ma la città nel suo complesso è migliorata”

Senza abbandonare un linguaggio politically correct, il sindaco di Vicenza non perde l’occasione per togliersi anche qualche sassolino dalle scarpe: “La maglia nera va data allo Stato. In questi vent’anni abbiamo investito 50 milioni di euro in lavori sul nostro patrimonio. La Basilica, ad esempio, è stata portata al suo originario splendore, senza un euro proveniente dallo Stato centrale. Quest’ultimo ha mostrato la sua presenza solo attraverso la rigida ma intelligente collaborazione della sovrintendenza di Verona. D’altro canto, se esistesse il gruppo degli ‘amici dei beni Unesco’ vi farebbe sicuramente parte la Fondazione Cariverona, che ci ha sempre appoggiato. Ci aspettiamo ora che il governo metta tutte le città, o almeno quelle che possono spendere in tutela e promozione culturale, nelle condizioni di usare le proprie risorse senza i lacci del patto di stabilità”

Dunque, nel quadro dipinto dal sindaco, c’è spazio sia per un velo d’amarezza di fronte all’impatto ambientale e culturale del nuovo Tribunale di Vicenza, sia per l’ormai consueta particolarità di sentirsi più grati a delle banche che allo Stato per l’appoggio ricevuto nella tutela dei beni culturali.

Giacomo Bassi
Giacomo Bassi

Anche il presidente dell’Associazione Giacomo Bassi, sindaco di San Gimignano, non nasconde le sue richieste: “Questi luoghi rappresentano il meglio dell’Italia e hanno bisogno di un occhio di riguardo, da parte delle Regioni, dello Stato e dell’Unione Europea. La responsabilità della riqualificazione, tutela e promozione non può essere in capo solo a noi. E non è tanto e solo una questione economica, quanto un problema normativo: non è possibile che i siti Unesco siano assimilati a tutti gli altri sul territorio nazionale, essendo luoghi particolari hanno bisogno di una tutela normativa particolare”

Quasi suggerendo un maggior utilizzo del peso politico che un associazione di questo tipo può avere, il presidente onorario Mario Bagnara ricorda in chiusura che “Una legge speciale per i beni Unesco in passato è stata raggiunta, dopo aver portato in Senato i risultati delle nostre assemblee. Qualche risultato in quel caso è stato raggiunto. Oggi – conclude Bagnara – festeggiamo i vent’anni di un’associazione più viva che mai. Vicenza, da quel 1994, è riuscita a proporre una progettualità continua ed esaltante”

Riccardo Carli

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