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L'inaugurazione della mostra

Trissino, in mostra le opere di Giovanni Canova

Nella Tenuta Dalle Ore di Trissino è stata inaugurata la mostra personale di Giovanni Canova 528 Hz – Primary Love Information. Un luogo suggestivo, sulla sommità della collina di basalto su cui viene prodotto un vino particolare: vietati concimi sintetici e insetticidi per mantenere vitali gli antichi vitigni. È proprio dal vino è partito il progetto 528 Hz che vedrà impegnato l’artista per il prossimo anno e mezzo. Un progetto in cui pittura, scultura e musica si fonderanno per raccontare la frequenza vitale – 528 Hz per l’appunto, quel Mi utilizzato nei canti gregoriani per le benedizioni- e offrire una riflessione sul senso profondo del vivere.

Le Nozze
Le Nozze

Le opere esposte illustrano il percorso di ricerca artistica e spirituale intrapresa da Giovanni Canova, artista italo slovacco nato nel 1974, diplomato in scultura presso l’Accademia di belle Arti di Venezia. Ad oggi le sue opere sono state esposte in tutta Europa e a febbraio tornerà a Parigi con una seconda personale. Informale, mai sazio di sperimentare, Canova è uno scultore anche quando dipinge: è interessato agli effetti della materia sulla tela, crea stratificazioni di carta tipografica su cui sparge bitume, oli e acrilici che successivamente scava con ossidi e diluenti. Nelle sue composizioni sono sempre presenti geometrie e un attento studio della percezione visive, eco del suo passato da progettista di giardini e docente all’università di Padova. Tutte le sue opere partono da un vissuto molto forte. La curatela dell’esposizione è stata affidata alla storica dell’arte Francesca Rizzo che ha guidato il numeroso pubblico in un percorso ricco di spunti. Con l’opera Muoi Zivot, La mia vita in lingua slovacca, ci si è soffermati sul percorso dell’artista e sul valore dell’amore nella vita di un uomo. Particolare attenzione è stata data all’opera principale della mostra, Le nozze di Cana: una scultura composta da un blocco di rame ossidato, trachite e marmo bianco greco.

Patrizia Laquidara
Patrizia Laquidara

“Partendo dal concetto di incompletezza dell’essere umano e dal numero sei delle giare utilizzato da Cristo per il miracolo del vino – spiega Rizzo – l’artista pone l’accento su come l’essere umano possa scegliere il colore della propria esistenza. Così come la scultura è composta da un unico materiale, il rame, ma presenta diversi colori in base all’ossidazione del metallo, così l’uomo può colorare il proprio andare in base alle risposte d’amore, che portano di conseguenza tonalità di vita o di morte”.

Dopo la visita guidata, il pubblico si è trasferito nelle cantine dove la cantante vicentina Patrizia Laquidara ha presentato un repertorio gregoriano, con sola voce femminile, cantando sopra le alte botti di legno. Nella perfetta acustica, Laquidara ha proposto una riflessione sull’incompletezza e la completezza. “L’esposizione – aggiunge Rizzo – si snoda attraverso diversi ambienti della tenuta agricola, iniziando da sculture che partono dall’idea della mutevolezza dell’acqua, pura e semplice, che via via si arricchisce, si trasforma, addirittura si tramuta in vino. Così come i suoni si elevano, si arricchiscono di elementi e diventano musica, melodia, come l’anima si trasforma quando comincia la ricerca della verità. Le opere di Giovanni Canova portano in grembo una vitalità pulsante che non lascia indifferente l’osservatore. Parlano al cuore con forza perché sono il frutto di un lungo percorso di sperimentazione e di ricerca”. La mostra, a ingresso libero, sarà visibile fino al 30 novembre alla Tenuta Dalle Ore (via San Nicolò, 84 – Trissino) su appuntamento al numero 345.4038034.

Un commento

  1. Complimenti all’artista e alla curatrice Francesca Rizzo!!!

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