Cultura e Spettacoli

Thiene, “Amadeus” ha aperto alla grande la stagione teatrale

Si è aperta nel segno di Mozart la trentacinquesima stagione teatrale del Teatro comunale di Thiene, con lo spettacolo “Amadeus”, tratto dal testo di Peter Shaffer, storia conosciuta al grande pubblico grazie al film omonimo diretto dal regista Miloš Forman. Gli interpreti principali (Tullio Solenghi nei panni dell’italiano di Legnago, Antonio Salieri, arrivato al massimo rango di Compositore di Corte, e Aldo Ottobrino, nei panni della “creatura volgare”, come la addita il rivale, Wolfgang Amadeus Mozart, genio assoluto) sono stati perfetti.

La rivalità tra di loro, che si riversa nei monologhi verso l’Altissimo da parte di Solenghi, che accusa il divino di averlo dotato della capacità di riconoscere la “voce di Dio” ma non di saperla eseguire, esplode passo dopo passo in piccole ritorsioni che attraversano l’intera carriera artistica di Mozart.

Inutile dire che la colonna sonora del dramma era stupenda: alternando a recitati le esecuzioni di opere quali “Le nozze di Figaro” e “Il flauto magico”, (in cui Aldo Ottobrino, vivace nei gesti e dalla risata “orribile”, saliva su uno sgabello e cominciava a dirigere un’orchestra invisibile al posto del pubblico) lo spettacolo si è prolungato per due ore e mezza senza mantenere unità di luogo e tempo.

Infatti si apre con un Salieri ormai anziano, rinchiuso in manicomio, con delle pareti dimesse alle spalle: lui, se non come compositore, sarà ricordato almeno come l’assassino di Mozart. Comincia così, a luci soffuse, la confessione: ecco che, in teatro, si torna indietro nel tempo nella corte asburgica, quando Salieri incontra, di nascosto, per la prima volta Mozart, alle prese con approcci volgari con la sua futura moglie, interpretata da una convincente Arianna Comes.

Le luci si illuminano, le pareti dimesse di poco prima ora coronano una sala imperiale, con un pianoforte in centro: lo sfondo, praticabile, si sposta e compaiono in scena i musicisti di corte, tra i quali il direttore del teatro. Sono figure di contorno interpretate da Roberto Alighieri, Alberto Giusta e Andrea Nicolini, ma, in abiti settecenteschi, la suggestione è reale, sembra di vivere l’epoca.

Si aggiunge al quadro Elisabetta Mazzullo, nei doppi panni del servo (e complice) di Salieri e della soprano Cavalieri: il suo via vai tra le scene, per spostare pannelli mobili, fa comparire prospettive nuove. Una saletta a lato, con un albero, diventa la finale tomba di Mozart, una fossa comune: dal tavolo su cui risiedeva è gettato a terra, il suo corpo sprofonda nel buio delle tenebre, ma non dell’oblio.

E’ Salieri invece vittima dell’estinzione: la punizione divina che consiste nella scomparsa della sua musica a favore del rivale, lo fa disperare. “Intercedo per tutti i mediocri del mondo. Io ne sono il campione, e anche il santo patrono. Mediocri, ovunque voi siate, io vi assolvo!” e si conclude così una serata magica. Il prossimo spettacolo del Teatro comunale di Thiene, in scena mercoledì 19, giovedì 20 e venerdì 21 novembre, sarà “La scena”, di Cristina Comencini, con Angela Finocchiaro e Maria Amelia Monti.

Camilla Bottin

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