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Studenti sfruttati da albergatori, evasione da un milione di euro

Oltre 2.700 studenti, di cui 205 minorenni, di scuole alberghiere sono stati impiegati in modo irregolare in ristoranti e alberghi, sfruttando la formula dell’alternanza scuola-lavoro prevista nel piano di studi, da due società fittizie con sede a San Marino e in Svizzera, con un’evasione fiscale per un milione di euro. E’ questo il  bilancio emerso da un’indagine della Guardia di Finanza di Bassano, in collaborazione con la Direzione territoriale del lavoro di Vicenza, che ha portato a denunciare quattro persone per somministrazione fraudolenta di manodopera e altre due per frode fiscale. Le due società, i cui titolari sono residenti nel bassanese, non avrebbero rispettato le normative riguardanti il rapporto diretto tra scuole e strutture alberghiere, mettendosi in mezzo in modo illecito tra i vari istituti scolastici di Sicilia, Calabria, Puglia, Campania e Lazio e ristoranti e alberghi di Trentino Alto Adige, Veneto, Puglia, Sicilia, Umbria, Abruzzo, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Sardegna e Toscana. Le fiamme gialle hanno scoperto un’evasione di un milione di euro, e di altri 200 mila euro all’Iva.

Per la somministrazione fraudolenta di manodopera è prevista la sanzione pari a 70 euro per giorno d’impiego per studente, quindi, considerando che ciascun studente è stato impiegato in media per una quindicina di giorni, la sanzione potrà arrivare fino 2,6 milioni. Gli indagati, su richiesta dei ristoratori e albergatori, facevano sottoscrivere agli studenti una sorta di lettera di incarico, con la quale veniva definito l’impiego di un numero di studenti che servivano alle strutture di ristorazione e alberghiere, al costo di 60 euro per alunno a settimana lavorativa. L’operazione illecita consentiva ai ristoratori e albergatori di impiegare per le proprie necessità (soprattutto nei periodi di maggiore concentrazione di cerimonie) una forza lavoro a basso costo, senza oneri contributivi, con la conseguente illecita concorrenza a danno degli altri operatori del settore; permetteva alle due società estere interposte di esercitare l’intermediazione abusiva di manodopera, ricavando ingenti guadagni sottratti completamente al fisco; comportava, a volte, per gli studenti l’effettuazione dell’esperienza scolastica in laboratori esterni con profili non propriamente specialistici.

Le indagini sono state condotte su scala nazionale e hanno coinvolto trenta reparti delle fiamme gialle con più di ottanta interventi nelle strutture di alberghi e ristoranti. Tutto ha avuto origine durante un controllo eseguito in una struttura dell’alto vicentino dove sono state riscontrate delle anomalie. Gli indagati, quattro in tutto, sono un 40enne, amministratore di tutto, residente a Mussolente, la moglie 35enne, una donna statunitense di 50 anni residente a San Marino e un collaboratore 50enne residente nel centro di Bassano del Grappa. Durante le indagini sono state eseguite ottanta perquisizioni a strutture alberghiere e quattro perquisizioni domiciliari.

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