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Provincia, 90 a rischio di perdere il lavoro. I sindacati non ci stanno

Noi non siamo qui per liquidare ma per amministrare, aveva detto insediandosi alla guida della Provincia di Vicenza, solo una decina di giorni fa, Achille Variati, sindaco del capoluogo berico eletto dagli amministratori del vicentino alla guida dell’ente provinciale uscito dalla recente riforma. Una Provincia di Vicenza ente di secondo livello, con meno competenze dirette rispetto al passato, sicuramente senza spese per gli stipendi dei suoi amministratori, ma che secondo la classe politica che ha fatto la riforma dovrebbe mantenere, in un modo o nell’altro, i livelli occupazionali del passato. Sarà però davvero così? Difficile crederlo davvero, ed anche secondo i sindacati la risposta è no, sindacati che anzi stanno gridando allo smantellamento. Giancarlo Puggioni, segretario della Funzione pubblica di Cgil Vicenza, va più in là e mette in evidenza “dichiarazioni del presidente della Provincia di Vicenza che annunciano l’esubero di circa 90 dipendenti dell’ente”.

Giancarlo Puggioni
Giancarlo Puggioni

“Non essendoci stata – sottolinea il sindacalista – alcuna informazione alle organizzazioni sindacali, né aperto un confronto sulle prospettive di riorganizzazione di funzionamento della Provincia, nella giornata odierna abbiamo chiesto un incontro urgente al presidente ed al direttore della Provincia di Vicenza. I lavoratori e le lavoratrici sono allarmati e preoccupati per l’assenza di chiarezza e di informazioni sul processo di riordino istituzionale che riguarda le Province, ed i previsti tagli di risorse nella prossima legge di stabilità per il 2015, che, se non corretti, produrranno la soppressione di fatto della Provincia di Vicenza”.

Del resto lo aveva detto anche Variati all’atto di insediamento, parlando di un futuro difficile per questi enti. “Con questa legge di stabilità le Province verranno letteralmente strangolate – sottolinea infatti Puggioni -. Chiediamo che siano garantite le risorse necessarie al funzionamento di questi enti, e che si dia concreta attuazione al protocollo firmato con Governo, Regioni, Province e Comuni in data 19 novembre 2013”.

Il sindacalista ricorda anche cosa prevedeva l’accordo: l’istituzione di un tavolo di confronto permanente, a livello locale e regionale, per supportare gli eventuali processi di mobilità tra enti dei lavoratori e di attuazione dei percorsi di riqualificazione; l’istituzione di un tavolo specifico sulle società in house al fine di monitorare, semplificare e razionalizzare tenendo conto della garanzia dei livelli occupazionali utilizzando tutti gli strumenti previsti dalle norme, compresa l’internalizzazione dei servizi; che si apra infine un confronto a tutti i livelli sui dati relativi agli eventuali esuberi di personale e sull’attivazione di tutti gli strumenti di salvaguardia occupazionale.

“Il presidente Variati – conclude Puggioni – deve fare la sua parte, l’assessore Ciambetti e la giunta regionale devono dire cosa intendono fare e come intendono accompagnare il processo di riordino delle province salvaguardando l’occupazione, il Governo deve rivedere l’impostazione del disegno di legge di stabilità per l’anno 2015. Tutto questo per evitare che ai cittadini non rimanga che sperare che piova poco e , soprattutto, che non nevichi, oltre all’impegno ad evitare di prendere i mezzi pubblici di trasporto e l’accortezza di mandare i figli a scuola ben coperti in modo che possano affrontare l’inverno”.

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