Profughi afgani a Vicenza, Zaia: “Non si tiri troppo la corda”

“La soluzione del giallo sarebbe che tre istituzioni statali, un Ministero e due Prefetture, hanno preso una decisione così impattante senza coinvolgere le Istituzioni locali e i territori, che poi devono farsi carico dell’intero problema. A prescindere dalla legittimità, sulla quale non entro, in questa vicenda c’è tutta la mancanza di rispetto che da tempo si evidenzia da parte dello stato centrale nei confronti delle autonomie locali”.

Con queste parole il presidente della Regione del Veneto Luca Zaia commenta la notizia secondo la quale il “misterioso” arrivo di 20 profughi afghani a Vicenza, sarebbe stato effettuato sulla base di un accordo tra il Ministero dell’Interno e le Prefetture di Gorizia e Vicenza, nell’ambito di una comunicazione di disponibilità che sarebbe arrivata anche da Milano e Bolzano.

“Ancora una volta – aggiunge Zaia – lo Stato decide e i territori subiscono. Già era estremamente problematico sul piano organizzativo e sociale gestire la migrazione-caos di Mare Nostrum/Triton – prosegue il Governatore – e ora scopriamo che tocca a noi occuparci anche di un altro tipo di profughi, naturalmente respinti da altri Paesi di un’Europa solidale a parole e razzista nei fatti”.

“Qualche nave, qualche soldo e poi sono affari vostri – aggiunge Zaia – è la non soluzione di un problema chiarissimamente internazionale come queste migrazioni accettata supinamente da Renzi, forse troppo impegnato a farsi promuovere col sei meno meno dalla Merkel il compitino sui conti per avere il coraggio di fare la voce grossa su un problema che peserà ancora a lungo sui territori, sugli italiani e sui veneti”.

“i Veneti – conclude Zaia – sono gente determinata ma mite, consapevole dei propri diritti ma rispettosa delle leggi e ancora non sono accaduti incidenti e scontri come in altre parti d’Italia, ma non si tiri troppo la corda”.

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