Politica

Pd veneto verso le regionali. Moretti in pole position

E così il Partito Democratico farà le primarie per scegliere il candidato da opporre, a primavera, a Luca Zaia per la guida della Regione Veneto. In realtà esiste già un candidato in pectore, ed è Alessandra Moretti. Quello che siamo in attesa di vedere è se vi sarà una reale competizione o se il 30 novembre, iscritti e simpatizzanti Dem, saranno solamente chiamati a ratificare una decisione già presa in alto loco.

Alessandra Moretti
Alessandra Moretti

Non sono state poche infatti, in passato, le occasioni in cui le primarie del centro sinistra, o del suo principale partito, si sono rivelate soprattutto un pro forma, un sorta di plebiscito deciso prima. Insomma, è poco diverso tutto questo, almeno nella sostanza, dalla scelta del centro destra di non far mai primarie e di nominare i candidati nel chiuso delle “sacre stanze”.

Oggi comunque Alessandra Moretti ha lanciato a Vicenza la sua candidatura, chiedendo che siano appunto gli elettori a decidere se dovrà essere lei l’anti Zaia. Vedremo chi le si opporrà, anche se pare certo che la bella Alessandra dovrà vedersela con la trevigiana Simonetta Rubinato. Più incerta pare la partecipazione di Giorgio Santini.

Quanto ai contenuti che vengono veicolati dalla italica politica progressista  in queste ore, beh, è proprio il caso di dire che non c’è niente di nuovo né di originale sotto il sole. Dobbiamo essere uniti, è giusto dare la parola ai cittadini, occorre un cambiamento, e via dicendo… E di enunciati da troppo tempo ne stiamo sentendo, spesso vuoti e superficiali, altre volte più condivisibili. Mai però che si sia davvero concretizzato qualcosa che abbia cambiato un minimo il paese, risolvendo qualche problema. I mali italiani insomma ci sono ancora tutti.

Considerando tutto questo ci viene in mente il Cicerone delle Catilinarie, quando fece appunto a Catilina la celebre domanda “Per quanto tempo ancora abuserai della nostra pazienza…?” E noi, quindi, per quanto tempo ancora saremo costretti a sorbirci la stanca sinfonia di luoghi comuni e di enunciati ai quali mai seguono iniziative efficaci?

Qualcuno, speriamo, ci dirà prima o poi cosa intende fare per fermare la mastodontica evasione fiscale italiana, la diffusa corruzione, la commistione, divenuta ormai sistema, tra politica e affari, la asfissiante burocrazia che la genera, ed il nostro malcostume clientelare delle raccomandazioni che rende impossibile trovare lavoro per chi è bravo, e al tempo stesso relega il paese in una sconcertante mediocrità internazionale quando potrebbe essere un faro di creatività, genio ed anche produttività per tutto il mondo.

Per non parlare dell’incredibile valore che viene dato in Italia all’aspetto esteriore, una tendenza che si è imposta ormai da almeno venti anni nel nostro povero paese. Siamo, tra le nazioni con le quali ci confrontiamo, quella a maggior tasso di corruzione, quella con le più evidenti ingiustizie sociali, quella che investe meno in ricerca e cultura, quella con il tasso di disoccupazione giovanile più alto, quella dove si fanno meno figli e non certo perché manchiamo di passione amorosa, quella dove gli imprenditori si tolgono la vita a causa della crisi economica, e si potrebbe continuare. Però, fateci caso, siamo quello in cui i parlamentare sono di più bell’aspetto, soprattutto le signore. Ah no, abbiamo anche un altro record: i nostri parlamentari sono i più pagati. Quindi, fino a quando si abuserà della nostra pazienza?

F. O.

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