martedì , 20 Aprile 2021

Gioco d’azzardo, un convegno a Noventa ha fatto il punto

In Italia il fenomeno del gioco d’azzardo è in continua crescita e, nell’ultimo decennio, ha assunto dimensioni preoccupanti. Vale infatti ormai 90 miliardi di euro, ai quali vanno aggiunti, con una stima approssimata per difetto, i 10 miliardi di quello illegale. Il doppio dei 50 miliardi che vengono spesi all’anno per mangiare. Il gioco d’azzardo è la terza impresa italiana, e l’Italia è prima in Europa e terza nella graduatoria mondiale per cifra giocata. Ma quali sono i costi sociali e sanitari che il gioco d’azzardo patologico comporta?

Federico Ginato
Federico Ginato

Per spiegare le dinamiche e l’impatto che ha il gioco d’azzardo sulla società, si è tenuto ieri mattina nella sala del cinema “Famiglia” di Noventa Vicentina l’incontro dal titolo “Con l’azzardo non si gioca – come contrastare la diffusione del gioco d’azzardo patologico”. Un appuntamento fortemente voluto dalla Fondazione Stefani onlus, e organizzato in collaborazione con l’unità pastorale Noventa-Saline e con il patrocinio del Comune di Noventa Vicentina. Vi hanno preso parte, tra gli altri, Franco Marcomini, psicoterapeuta, Mauro Codogno, psicologo responsabile del Sert Ulss 6, Federico Ginato, deputato del Pd e coordinatore del gruppo di lavoro sul gioco d’azzardo in commissione finanze, Raffaele Colombara, consigliere comunale di Vicenza e referente dell’associazione Avviso.

L’incontro è stato promosso per colmare un vuoto di informazione e per far crescere la consapevolezza di quanto possa essere facile cadere nel baratro del gioco d’azzardo patologico, che ha ricadute umane e sociali pesantissime. In Italia i giocatori a basso rischio di dipendenza sono quasi due milioni, ai quali si aggiungono più di 800mila persone che si avviano alla patologia. Tra le cause, il dilagare delle opportunità di gioco e la pubblicità ingannevole. Molti i giochi a bassa soglia di accesso, camuffati da intrattenimento, e i preferiti sono il gratta e vinci, il superenalotto,  le slot machines e il gioco online. L’industria del gioco d’azzardo, tra l’altro, non ha risentito della crisi economica, perché si alimenta del disagio e delle speranze di precari, disperati, giovani e meno giovani che anziché riempire il tempo vuoto, si affidano alla dea fortuna, ma il caso non ha memoria e il tavolo vince sempre.

“In commissione finanze – ha detto Ginato nel suo intervento – abbiamo costituito un gruppo di lavoro sui temi del gioco d’azzardo e sul riordino delle disposizioni e delle norme in materia di giochi pubblici. I punti cardine sono l’osservazione di distanze minime dai luoghi socialmente sensibili, un ruolo maggiore e più definito dei sindaci, l’istituzione di un fondo apposito per la cura del gioco d’azzardo patologico, l’aumento e l’omogeneizzazione della tassazione e del payout e, infine, il rafforzamento dei limiti previsti per la pubblicità”.

Ilenia Litturi

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