Provinciavicenzareport

Arzignano, polizia provinciale scopre cacciatore di frodo

Sarà per la crisi economica, o forse solo per una malsana “passione”, fatto sta che sono ancora in auge pratiche illegali ritenute, evidentemente a torto, un retaggio del passato. Una di queste è il bracconaggio, quella caccia illegale insomma della quale si è avuto un esempio proprio di recente. E’ successo ad Arzignano, il 29 ottobre scorso, quando durante un servizio di controllo sull’attività venatoria una pattuglia di tre agenti della polizia provinciale ha accertato che un uomo, lo identifichiamo con le sole iniziali che sono V.F., stava praticando la caccia da appostamento ed aveva abbattuto 18 uccelli di specie protette e in alcuni casi molto  protette. Si trattava di pispole, fanelli, cardellini e fringuelli.

caccia-frodo-1La polizia provinciale però è andata anche più in là e, avendo fondato motivo di ritenere che l’attività illecita si protraesse da tempo, ha esteso gli accertamenti all’abitazione del cacciatore che è stata perquisita. Ed è così che sono atti trovati, conservati in un freezer, ben 208 uccelletti, anch’essi appartenenti a specie protette, soprattutto pispole, fanelli, frosoni, prispoloni e verdoni, che costituivano evidentemente il frutto dell’attività illecita della stagione di caccia.

Sempre in casa del cacciatore sono state trovate anche due trappole per l’uccellagione attivate, delle reti da uccellagione ed alcuni uccelli vivi catturati con questi mezzi che sono rigorosamente vietati. Naturalmente, sia l’attrezzatura che gli uccelli sono stati sequestrati e il “disinvolto cacciatore” segnalato all’autorità giudiziaria per i reati di “uccellagione, abbattimento e detenzione di fauna protetta e particolarmente protetta”. Per i reati contestati, oltre a pesanti ammende penali, è prevista la revoca della licenza di caccia.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button