Vicenza, 50 giovani paladini della sicurezza stradale

L’Automobile Club d’Italia offre dei corsi gratuiti per le classi di guidatori più a rischio: gli stranieri e i neopatentati. Nel progetto verranno coinvolti gli ex studenti delle scuole-guida della rete Aci, le ready2go: sono circa 50 i giovani vicentini interessati. Presso il centro Aci di Vallelunga, vicino Roma, i ragazzi saranno coinvolti in prove simulate e su pista che li metteranno di fronte ai rischi della strada e li farà diventare ‘Ambasciatori della sicurezza stradale’.

Nella sola provincia di Vicenza nel 2013 ci sono stati 576 incidenti di ragazzi tra i 18 e i 25 anni, tra cui si sono contati ben 7 morti e 349 feriti, alcuni con invalidità permanenti. Numeri che aumentano se consideriamo il Veneto, con i suoi 30 morti, parte dei 302 decessi a livello nazionale. Statisticamente, i neopatentati si dimostrano esposti tre volte di più rispetto ad un adulto al rischio di incidente, e per questo l’Aci ha scelto di allargare a loro il progetto che da qualche anno perfeziona l’educazione stradale dei cittadini stranieri.

Massimo Marchesiello
Massimo Marchesiello

“La nostra missione – dice Valter Bizzotto, presidente Aci Vicenza – è la continua ricerca e l’insegnamento, perché i ragazzi siano pronti a difendersi dai pericoli della strada”

“Nel 2013 ci sono stati 3285 morti per incidente stradale in Italia – ricorda Ascanio Rozera, segretario generale Aci – di cui 53 a Vicenza. Oltre ai drammi familiari che causano, gli incidenti rappresentano ancora per lo Stato una spesa di 30 milioni di euro l’anno. Quando un ragazzo capisce che anche a 35 km/h si possono fare 6 testacoda, allora le cose cominciano a cambiare. Con progetti come questo, appoggiati dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, dal Ministero degli Esteri e dell’Interno, vorremmo arrivare a diffondere la cultura della sicurezza stradale. Dei 106 club Aci italiani, più della metà hanno aderito al progetto Ambasciatori per la sicurezza stradale

“La squadra c’è – dice Massimo Marchesiello, viceprefetto di Vicenza – e supplisce alle mancanze governative e normative. Vicenza può diventare un esempio per molte altre zone, soprattutto adesso che ci stiamo avvicinando a quel dimezzamento degli incidenti che ci era stato chiesto. Auspico anche io un salto di cultura ancora mancante in Italia, che suggerisce di considerare le forze dell’ordine sulle strade non come dei repressori, ma come degli angeli custodi”

Riccardo Carli

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