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Il Vicesindaco di Vicenza Jacopo Bulgarini d'Elci, questa mattina durante il suo intervento
Il Vicesindaco di Vicenza Jacopo Bulgarini d'Elci, questa mattina durante il suo intervento

4 Novembre, Vicenza ha celebrato l’Unità nazionale e le Forze armate

Festa dell’Unità nazionale e Giornata delle Forze armate, oggi in tutta Italia, celebrata sotto un cielo grigio e minaccioso almeno quanto le nubi che ormai stazionano da tempo sul Bel Paese, afflitto da una crisi economica, sociale e culturale. A parte questo comunque, il 96° anniversario della vittoria nel primo conflitto mondiale è stato celebrato questa mattina anche nella nostra provincia e, naturalmente, anche a Vicenza. In piazza dei Signori è stato il vicesindaco, Jacopo Bulgarini d’Elci, a farsi carico dell’intervento ufficiale, nel quale ha ricordato come il 4 novembre sia stata “l’unica festa nazionale che, istituita nel 1919, abbia saputo attraversare le diverse età dell’Italia liberale, fascista e repubblicana. E, se ci pensiamo, non è strano, – ha aggiunto – perché è la festa dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate. Due concetti che sono nel cuore del sentimento italiano, ma che sono anche al cuore della stessa idea di Italia”.

Ed ancora, riferendosi al 1919, anno in cui nacque la Società delle Nazioni che sarebbe diventata le Nazioni Unite, ha detto: “Il mondo cambiò: imperi si disgregarono e dissolsero, nuove nazioni nacquero, altre furono ridotte o scomparvero. Mutarono ordinamenti politici, sociali, economici. Nacque una nuova coscienza, individuale e collettiva e civile e politica, che una esperienza come quella della Grande Guerra avesse ferito e violentato non solo i singoli o le nazioni ma l’umanità come tutto”.

forze-armateIl vicesindaco si è quindi soffermato sul senso di celebrazioni come quella odierna: “Mi capita di pensare spesso, oggi, e specie quando rievochiamo giornate e date che fanno parte della nostra storia, che il nemico più grande che abbiamo, e l’ostacolo maggiore alla nostra capacità di costruire un futuro migliore, non è il passato ma l’indifferenza, la mancanza di memoria, il rifiuto di riconoscere il significato e l’importanza delle cose, il nichilismo che ci spinge a irridere ogni simbolo e disprezzarlo. Non so se sia per pigrizia, o per stanchezza, o sfiducia. Ma se ripensate al tempo in cui questa festa è nata, e al suo significato, vi renderete facilmente conto di una cosa: solo un paese insicuro e pericolosamente vicino a dimenticare la propria identità può permettere che due propri soldati siano, per oltre due anni e in una storia che non è ancora finita, lasciati indietro, in terra straniera, come se la divisa che indossano non avesse, e non abbia, un significato d’onore. Almeno oggi, in questa giornata, ricordiamocelo”.

Dopo la messa in suffragio dei caduti, celebrata nel tempio di San Lorenzo, la cerimonia in piazza dei Signori ha visto l’ingresso dei labari e dei gonfaloni non decorati, gli onori alla bandiera del Comune di Vicenza, decorata con due medaglie d’oro al valor militare, l’ingresso della massima autorità, la lettura della motivazione della medaglia d’oro concessa al milite ignoto, gli onori ai caduti, la lettura dei messaggi ufficiali, le testimonianze e la presenza dei ragazzi del liceo classico Pigafetta e degli istituti comprensivi cittadini, gli interventi delle autorità e gli onori finali. Per il Coespu era presente il capo di stato maggiore colonnello Giuseppe Gasparetto, mentre l’amministrazione provinciale era rappresentata dal consigliere Renzo Marangon.

La celebrazione si colloca nell’ambito del Percorso della memoria 2012-2015 “Vicenza, trincea della grande guerra”, durante il quale vengono coinvolti, uno all’anno, i quattro sacrari della provincia di Vicenza. Domenica 9 novembre le celebrazioni si sposteranno infatti ad Asiago: il ritrovo dei partecipanti con le autorità e le associazioni combattentistiche e d’arma e la bandiera di Vicenza decorata con due medaglie d’oro al valor militare è fissato per le 10 nel piazzale degli Eroi. Il corteo, a partire dalle 10.15, si raggiungerà il sacrario militare del Leiten dove alle 11.30 sarà celebrata la Santa Messa; alle 11.15 sono in programma la deposizione della corona d’alloro della Città di Vicenza al monumento ai Caduti nella Grande Guerra e gli interventi del sindaco di Asiago Roberto Rigoni Stern e del sindaco di Vicenza Achille Variati.

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