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4 novembre, parte da Asiago la celebrazione del Centenario della Grande Guerra

4 novembre quest’oggi celebrato in tutta Italia, e forse un po’ più sentito del solito proprio perché è questa la data della fine di quella Prima Guerra mondiale di cui ricorre il centenario dell’inizio. La Grande guerra insomma, quella che completò il nostro Risorgimento e portò sotto le insegne italiane anche Trento e Trieste (con l’aggiunta del resto). 96 anni fa dunque la Grande Guerra finiva e l’Italia era tra i vincitori, e siamo oggi a ricordarlo. Se le celebrazioni principali si sono tenute a Vicenza, come è logico che sia, altrettanto importante è stata però la cerimonia che si è tenuta ad Asiago, quantomeno per la presenza qui del Sacrario Militare e per ciò la cittadina dell’Altopiano rappresenta nel contesto storico di quegli anni lontani. A sottolineare il significato particolare delle celebrazioni odierne, ad Asiago, è stata anche la presenza di Elena Donazzan, assessore regionale all’istruzione, intervenuta a nome della Regione Veneto.

Elena Donazzan
Elena Donazzan

“E’ stata una grande soddisfazione – ha detto l’assessore nel suo intervento al Sacrario Militare –  vedere riuniti insieme per la commemorazione del 4 novembre tutti gli studenti delle scuole di Asiago e  di Valstagna. Perché alle giovani generazioni va indirizzato un messaggio preciso di tre parole: Patria, Pace, Esempio. Anche per rinnovare tale messaggio spero che molto presto nel nostro Paese sia ripristinata la Festa nazionale del 4 novembre”.

“Il popolo italiano ha bisogno di unità, di ritrovarsi nei valori fondanti della Patria, di avere il senso della memoria – ha poi aggiunto – , ricordo che oggi nel Sacrario di Asiago è stato tumulato un milite ignoto che la montagna e la natura ci hanno restituito, e che domenica scorsa su Cima Grappa ne sono stati tumulati altri quattro. Tutto ciò deve essere ripreso fortemente da parte delle istituzioni, delle associazioni combattentistiche, delle scuole, si deve cogliere l’occasione del Centenario della Grande Guerra per ridare senso all’amore di Patria; rivisto con il senso storico dell’oggi ma che va sicuramente rinforzato perché gli italiani si sentono troppo soli e lontani dalla loro grande civiltà e storia; ripristinare il 4 novembre potrebbe significare questo”.

soldato-asiagoIn relazione alle tre parole-chiave da lei evocate, Donazzan ha detto: “La prima parola, senza niente di retorico, è Patria come terra dei padri  portatori di quei cognomi che troviamo incisi nei cippi presenti in tutti i nostri comuni, dal più piccolo al più grande, dal paesino più sperduto della Sicilia o della Sardegna alla più grande città del Nord al Sacrario Militare di Asiago. Oggi – ha sottolineato – va rinnovato il patto sottoscritto da quei giovani di allora che si sacrificarono per il loro Paese, per noi. Per la loro terra”.

“La seconda parola è Pace – ha chiosato l’Assessore regionale -. I Sacrari militari sono il più alto esempio di cosa significhi davvero ‘pace’, lontano da sterili e malintesi pacifismi. Qui, a pochi anni dalla fine del conflitto, furono tumulati con lo stesso rispetto e ordine architettonico i caduti dell’una e dell’altra parte; segno che ‘pace’ è condizione dello spirito e rispetto per il senso del dovere”.

“La terza parola che mi ispira questo 4 novembre è ‘esempio’ – ha aggiunto Donazzan -: l’esempio di quei ragazzi, di quegli uomini che lasciarono le loro case per difendere la propria terra, e che oggi 4 novembre Festa delle Forze Armate sono rappresentanti dal soldato italiano. I soldati italiani nel mondo rispettati per il loro alto senso di civiltà, amati per il loro comportamento umano e aperto e solidale”.

“Pochi anni fa il 4 novembre era una festa nazionale: dovrebbe tornare ad esserlo” ha esortato l’Assessore in conclusione del suo intervento.

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