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Vicenza, Motorizzazione nella bufera. 56 indagati per falso in atto pubblico e corruzione

Motorizzazione civile di Vicenza nell’occhio del ciclone in queste ore. Il caso è simile a tanti altri che purtroppo si sono verificati in decennio di vita pubblica del Bel Paese. Hai una pratica da sveltire? Nessun problema, basta conoscere qualcuno e  pagare. E così la pratica veniva sbrigata in un lampo, risolvendo necessità più o meno burocratiche come la revisione di un autoveicolo e persino il rilascio di una patente di guida. E’ tutto venuto alla luce grazie ad un inchiesta della procura di Vicenza, portata avanti in collaborazione con la polstrada che per prima aveva sentito odore di bruciato

L´inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Silvia Golin, era cominciata infatti, oltre un anno fa, proprio grazie ad alcune incongruenze che la polizia stradale avena notato su libretti di circolazione di mezzi pesanti ed anche su alcune patenti. Approfondendo la questione ci si è resi conto di quanto non tornassero troppe situazioni, da automezzi che non avrebbero potuto circolare ed invece risultavano a posto, patenti false, revisiono del tutto “fatte in casa”. E così 56 persone sono state iscritte nel registro degli indagati, con il consueto corollario di perquisizioni domiciliari e aziendali, a Vicenza ed anche in altre provincie del Veneto.

La condotta illecita comunque, sarebbe stata soprattutto livello più basso. Non vi sarebbero insomma coinvolti vertici della Motorizzazione, ma solo dipendenti con minori responsabilità e meno rilevanti mansioni. D’altro canto pare certo che jon abbiano agito da soli ma vi sarebbe stata una sorta di collateralità, di supporto, da parte di quei piccolo faccendieri, un po’ maneggioni, spesso anche millantatori, che non mancano mai. Quella fauna insomma del tutto italica capace di annidarsi nella burocrazia e sfruttarne le falle, le debolezze, magari per accumulare pochi soldi mal guadagnati.

Quel sottobosco insomma di furbetti che salgono agli onori delle cronache solo ogni tanto, ma che incontriamo quasi ogni giorno sulle nostre strade e che l’Italia sembra incapace di rendere inoffensivi. Del resto si sà, il sistema su cui si regge il nostro paese, da decenni ormai, favorisce soprattutto costoro, ed è questa forse, prima di ogni altra, la nostra principale disfunzione da curare.

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