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Un manifestazione di Rawa in Pakistan, a Peshawar, nel 1998 - Foto: Rawa, www.rawa.org (creativecommons.org/licenses/by/3.0)
Un manifestazione di Rawa in Pakistan, a Peshawar, nel 1998 - Foto: Rawa, (creativecommons.org/licenses/by/3.0)

A Vicenza “Donne resistenti, voci dall’Afghanistan”. Due giorni con Rawa

Un fine settima il prossimo che sarà caratterizzato a Vicenza anche da una riflessione sulla vita delle donne in un paese problematico come l’Afghanistan. Venerdì 17 e sabato 18 ottobre la città ospita infatti Mariam Rawi, rappresentante di Rawa, l’Associazione rivoluzionaria delle donne dell’Afghanistan, che fin dai tempi della guerra di resistenza all’invasione sovietica, sul finire degli anni ’70, lotta per la democrazia e i diritti delle donne di quel paese. L’iniziativa, dal titolo “Donne resistenti, voci dall’Afghanistan”, è promossa dall’assessorato alla comunità e alle famiglie del Comune di Vicenza, guidato da Isabella Sala, e dal gruppo donne “No Dal Molin”, con la collaborazione del Liceo Scientifico Quadri, il sostegno del Coordinamento italiano di sostegno alle donne Afghane e la partecipazione della Consulta comunale per le politiche di genere. Lo scopo è quello di far conoscere la storia e l’attuale attività di Rawa.

Isabella Sala
Isabella Sala

L’associazione Rawa è nata per volontà di un gruppo di donne intellettuali afghane guidate da Meena, assassinata nel 1987, a Quetta, in Pakistan, da agenti afghani dell’allora Kgb, in connivenza con i fondamentalisti di Gulbuddin Hekmatyar. L’obiettivo di Rawa era coinvolgere un crescente numero di donne afghane in attività politiche e sociali volte ad ottenere diritti umani per le donne e contribuire alla lotta per la ricostruzione in di un governo basato su valori democratici e secolari. Nonostante l’opprimente atmosfera politica, Rawa fu ben presto coinvolta in varie attività in ambito socio politico, riguardanti in particolare l’istruzione, la sanità e l’economia, una battaglia dura che viene portata avanti ancora oggi in modo semiclandestino.

Mariam Rawi invece è nata 39 anni fa, a Kabul. Ha due figli e la battaglia per la dignità delle donne e la democrazia nel suo Paese è diventata lo scopo principale della sua vita. Il suo cognome “Rawi” è inventato per ragioni di sicurezza e al tempo stesso ricorda tutte le donne dell’associazione che Mariam rappresenta. La due giorni vicentina sarà ricca di eventi e momenti di incontro.

Venerdì, dopo l’incontro con il sindaco Variati e parte della giunta comunale, Mariam Rawi porterà l’esperienza delle donne afghane al Centro comunale antiviolenza, in via Torino 11, dove alle 15 incontrerà l’associazionismo femminile, e al Bocciodromo, in via Rossi 198, dove alle 18 sarà ospite di un incontro pubblico. Sempre al Bocciodromo alle 20.30 è in programma una cena, il cui ricavato andrà a finanziare i progetti dell’associazione Rawa. Sabato la visita di Mariam Rawi si concluderà con un incontro alle 9 con gli studenti del Liceo Scientifico Quadri.

Nel promuovere l’iniziativa l’assessore alla famiglia, Isabella Sala, ricorda: “In un momento in cui la guerra, attraverso gli atti terroristici, i proclami deliranti, la sottomissione di intere parti di popolazione, sta di nuovo interessando i paesi dell’Asia e del Medio Oriente, ma di fatto coinvolge anche il mondo occidentale, ci sembra importante dar voce a quelle donne che, coraggiosamente e a rischio della vita, si battono per la democrazia, il rispetto, l’istruzione e contro ogni forma di violenza e discriminazione. Siamo lieti di ospitare Mariam Rawi nella nostra città, ricordando che Vicenza è città per la Pace, e con questo spirito ci prepariamo alla partecipazione alla marcia per la Pace Perugia Assisi del 19 ottobre”.

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