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Retromarcia della Motorizzazione sulle auto aziendali

“Ancora una volta la legislazione italiana si è dimostrata poco chiara e negli ultimi giorni ne abbiamo avuto un esempio lampante con il clamore e gli allarmismi che si sono sviluppati in merito alla notizia dell’aggiornamento del libretto di circolazione con il nome dell’effettivo utilizzatore dei veicoli aziendali, previsto a partire dal 3 novembre 2014”.

Inizia così una nota di Cna Vicenza sulla questione appunto che sta facendo preoccupare le aziende vicentine. Ma davvero dal 3 novembre le auto aziendali potranno essere guidate solo dall’intestatario? No, non è esattamente così, o quanto meno c’è stato un aggiustamento, una piccola “retromarcia” che fuga ogni serio rischio.

“Tutto parte – spiega Cna Vicenza – da una circolare del ministero dei Trasporti del 10 luglio scorso, che di fatto attua l’ultima riforma del codice stradale del 2010, e obbliga chi guida per più di 30 giorni un’auto intestata a un diverso proprietario ad annotare il proprio nome sul libretto di circolazione. Per mettersi in regola, è necessario rivolgersi agli sportelli della Motorizzazione e aggiornare la carta di circolazione: ogni cambiamento costa 25 euro. Per il comodato d’uso di veicoli aziendali il nome dell’utilizzatore non deve essere annotato sul libretto ma soltanto registrato alla Motorizzazione civile e non è obbligatorio tenere a bordo la ricevuta. I trasgressori rischieranno la sanzione amministrativa di 705 euro e il ritiro della carta di circolazione”.

“Tuttavia – continua Cna Vicenza – il 27 ottobre il ministero delle Infrastrutture ha emanato una nuova circolare che ha ristretto il campo d’applicazione della norma. Le nuove disposizioni non valgono per i familiari conviventi, a patto che risiedano allo stesso indirizzo, per gli autotrasportatori, per i taxi, i noleggi con conducente e gli autobus, nonché per tutte le imprese che danno in comodato ai dipendenti le vetture aziendali. Inoltre, l’obbligo dell’intestazione temporanea sul libretto non è retroattiva, dunque chi già aveva a disposizione un’auto non di proprietà prima del 3 novembre non è interessato. Resta comunque un’ampia casistica coinvolta dal provvedimento”.

“L’obiettivo di questa norma – ha commentato la presidente di Cna Vicenza, Cinzia Fabris, –dovrebbe essere quello di individuare più facilmente i responsabili delle infrazioni e scoprire le intestazioni fittizie ma si sta dimostrando, invece, un altro balzello burocratico che farà perdere tempo a tanti imprenditori. Sicuramente si poteva evitare questa complicazione in un momento di difficoltà in cui ci sarebbe più bisogno, invece, di semplificare le regole”.

Anche Apindustria Vicenza è intervenuta su questo tema, giudicando positivamente “la retromarcia della Motorizzazione civile sul nuovo obbligo di annotazione nell’Archivio nazionale dei veicoli aziendali concessi a terzi per più di 30 giorni”.

“In questi giorni – ha ricordato Apindustria – le imprese erano in fibrillazione per individuare, al proprio interno, le casistiche oggetto della nuova comunicazione, anche in considerazione delle rilevanti sanzioni in caso di omissione. La nuova circolare del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti risolve l’empasse che avrebbe probabilmente portato alla paralisi gli stessi uffici della Motorizzazione. Nelle aziende, infatti, la situazioni in cui i veicoli vengono utilizzati da soggetti non intestatari quali dipendenti, collaboratori e amministratori, è la regola. La nuova circolare precisa che sono da ritenere esclusi dall’obbligo comunicativo tanto il caso dei veicoli in disponibilità promiscua a titolo di benefit (retribuzioni in natura), quanto l’ipotesi di più dipendenti che si alternino nell’utilizzo del medesimo veicolo. L’obbligo rimane, in sostanza, solo per la (rara) situazione in cui il veicolo venga concesso in comodato gratuito esclusivo al dipendente, collaboratore, amministratore o socio fermo restando che, in quest’ultimo caso, l’adempimento si sovrappone ad altri adempimenti fiscali”.

“La situazione che si stata verificando era mortificante, – ha poi aggiunto il presidente di Apindustria Vicenza, Flavio Lorenzin, – in un periodo così delicato in cui il bisogno di semplificazioni è estremo e improrogabile. Il tutto, poi, alla vigilia di quello che a giorni dovrebbe venire ufficializzato come decreto sulle semplificazioni fiscali aveva tutta l’aria di rappresentare la classica tela di Penelope. Bene, quindi, il ripensamento della Motorizzazione, conclude Lorenzin, anche se rimane l’amaro in bocca per una situazione kafkiana che avrebbe potuto risparmiare a tutti perdite inutili di tempo”.

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