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Il Questore di Vicenza Gaetano Giampietro
Il Questore di Vicenza Gaetano Giampietro

Il questore di Vicenza Gaetano Giampietro: “La polizia è al fianco del cittadino”

“Le forze dell’ordine sono unite e svolgono un lavoro coordinato per contrastare i reati e dare maggiore sicurezza ai cittadini che non si sentono sicuri in alcune aree”. A parlare così è il questore di Vicenza, Gaetano Giampietro, insediatosi nell’ufficio di viale Mazzini lo scorso primo agosto. Vicentino di nascita, per Giampietro si tratta di un ritorno nella città berica dove ha prestato servizio alla scuola di polizia per poi rivestire il ruolo di dirigente della Digos e, successivamente, di Capo di Gabinetto. Per quattro anni è stato il questore di Vercelli e ora fa il suo ritorno a casa, in una “Vicenza – dice – frizzante sono tanti aspetti”. Dovrà comunque fare i conti con i molti problemi che affliggono la città, ad iniziare dalla zona di Campo Marzo, teatro di spaccio, risse e altri episodi di violenza per il controllo della droga e del territorio.

“Campo Marzo – spiega il questore nell’intervista che ci ha rilasciato – è stato uno dei primi argomenti affrontati per i suoi problemi e ancora lo stiamo seguendo con molta attenzione. Abbiamo intrapreso più percorsi, quindi più iniziative: alcune dirette di controllo costante ripetute nel tempo, altre investigative con servizi che vanno più in profondità soprattutto per quanto riguarda lo spaccio di droga e poi anche per gli esercizi commerciali che stanno nelle vicinanze con provvedimenti amministrativi. Il programma continua e ci siamo coordinati coi carabinieri, con la finanza e con la polizia locale proprio per dare una continua risposta in maniera alternativa e continuativa”.

Il cittadino però non si sente sicuro in quella zona…

Il cittadino ha la percezione di insicurezza dettata dalla presenza e dall’attività svolta dagli stranieri, dall’altra ha la consapevolezza che le forze dell’ordine sono proprio nei pressi, nei luoghi stessi. C’è una certa ambivalenza: alcuni sentono forte questa pressione intimidatoria per la presenza di certi individui e cercano di evitare il posto proprio per la sensazione stessa e per non incorrere in episodi fastidiosi, dall’altra alcuni hanno la percezione che essendo un luogo costantemente vigilato anche un intervento è molto veloce. Come in tutte le cose ci sono degli aspetti positivi e negativi. Per altro è anche a ridosso del centro per cui come uno si sposta da lì già la situazione cambia, cambia il panorama e anche la presenza di determinate persone.

I giovani, sono il futuro della nostra società e per questo bisogna dedicare loro attenzioni particolari. Internet ad esempio a volte può rappresentare un pericolo…

Chiaramente ogni strumento ha i pro e i contro e internet non prevede la patente per l’utilizzo, per cui le persone devono orientarsi in questa realtà che presenta degli inconvenienti. È per questo che attraverso la polizia postale e delle telecomunicazioni vengono fatte delle lezioni proprio per illustrare quali sono le fattispecie di reati che si possono commettere magari senza essere consapevoli, perché quello è anche uno dei problemi: uno pensa di giocare invece in quel momento usurpa il titolo di una persone, oppure divulga delle notizie o delle foto che in qualche modo poi implicano delle responsabilità.

Verranno attivati dei corsi per sensibilizzare i giovani a usare i social network e internet in modo responsabile?

Questi aspetti vengono sicuramente affrontati e illustrati. Certo, in tutte le informazioni c’è sempre il doppio binario: informare significa mettere in condizione le persone di capire e anche prevenire, ma anche incuriosire e interessare la gente a provare determinati strumenti. Certe volte degli strumenti che possono rendere più sicuri paradossalmente la sicurezza la fanno venire meno. L’auto ad esempio: la tecnologia sulle macchine ha reso il veicolo più sicuro ma non ha avuto poi quella conseguenza di una riduzione di incidenti che avrebbe fatto presupporre l’inserimento della sicurezza, perché le persone sentendosi più sicure magari hanno spinto un po’ più in là del consentito. In tutte le cose noi abbiamo il doppio binario, noi ci mettiamo a disposizione proprio per favorire quella che è la consapevolezza e il senso di responsabilità dei ragazzi poi però il percorso lo devono fare loro.

A proposito di corsi, a breve partiranno anche quelli per gli autisti dei pullman Ftv, vittime di continue aggressioni…

Sono in procinto di partire i corsi, in questa fase si sono già delineati determinati comportamenti che a mio avviso, in qualche modo hanno già messo in condizione la struttura di capire in che direzione andare: coinvolgere meno gli autisti in compiti che non siano quello della guida e dotarli, come è stato già fatto, di strumenti che li mettano in condizioni di avvisare e richiamare l’attenzione su di loro in caso ci siano delle situazioni critiche. Questo è il modo migliore per evitare delle conseguenze peggiori.

Da poche settimane la Questura di Vicenza è diventata social. In Italia in poche lo hanno fatto. Su Facebook e su Twitter si possono leggere le notizie relative alle attività svolte dai poliziotti. E’ un modo questo per essere più vicini alla gente?

I miei ragazzi, anche se l’età media non è più quella molto verde a cui tutti quanti ambiremmo – dice Giampietro sorridendo – si sono messi ancora una volta in discussione perché questo è un impegno ulteriore. Mettersi all’interno dei network, quindi in contatto diretto con l’utenza, con la rete è differente dal percorso precedente che era solo quello dell’informazione unidirezionale. Adesso abbiamo una situazione che ci permette di recepire, quindi si è creato un sistema bidirezionale: dialoghiamo col pubblico, e questo da una parte ci fa acquisire molte più informazioni, dall’altra ci impone di filtrare le cose che potrebbero solo disorientare e portarci fuori strada. Però è un ulteriore strumento che ci consente di essere sempre più tra la gente, con la gente, insieme alla gente, questo è un passo voluto anche dal nostro capo della polizia. Non a caso infatti l’ultimo motto della festa della polizia è Esserci sempre. Nonostante la riduzione di organico, che è risaputa, la nostra missione è quella di esserci sempre

E’ un bel rinnovamento dunque…

Abbiamo bisogno di rinnovamento. Ci manca inoltre una componente giovanile che porti una certa freschezza e un certo entusiasmo. Questo è utile anche per perché è chiaro come una persona che ha già vissuto porta con sé le problematiche di un’età che possono essere anche gli acciacchi fisici. Secondo me abbiamo bisogno anche di strumenti legislativi, forse più calati nella realtà attuale, per affrontare meglio i problemi, e ritengo che le risorse numericamente potrebbero ancora essere sufficienti per affrontare al meglio la situazione. Certo, servono anche nuovi mezzi, e vedo che recentemente si parla di spray al peperoncino e anche di videocamere, tutti strumenti che in qualche modo ci renderebbero più efficaci sul territorio.

Come dicevamo, per lei si tratta di un ritorno a Vicenza…

L’ho trovata sicuramente molto frizzante per mille aspetti, sia sociali, sia artistici, sia di cultura, sia sportivi. Dal nostro punto di vista abbiamo le manifestazioni sportive che in qualche modo ci coinvolgono e devo dire che il vicentino in questo momento ha tre compagini di calcio: due in Lega Pro e una in serie B, e non manca la possibilità di poter essere contenti di un’attività sportiva di alto livello. Non dimentichiamoci che nell’alto vicentino abbiamo almeno quattro compagini di hockey”.

In molte occasioni il calcio ha anche creato problemi, con disordini che hanno visto scendere i poliziotti in prima linea. Al momento non sembrano però esserci preoccupazioni…

L’ordine pubblico per il calcio sta andando bene. Ho trovato molta comprensione e vicinanza per alcuni obiettivi che ci siamo dati, anche con le rappresentanze degli ultras, con i quali ho avuto subito un incontro prima che iniziasse il campionato e devo dire che finora sono stati corretti.

Anche in una realtà piccola come quella vicentina non mancano però i reati, complice anche la crisi che fa perdere la testa a molti…

Non ho riscontrato particolari incrementi di reati. Semmai gli interventi sono aumentati, le persone denunciate sono aumentate, ma proprio perché c’è stata una maggiore vitalità da parte del personale impegnato nel loro contrasto. Certo abbiamo avuto dei fenomeni come le aggressioni agli autisti Ftv, che ci hanno visti molto interessati e vicini a questa realtà lavorativa, però anche questi casi possono essere stati determinati da individui specifici o da particolari situazioni del momento. Poi ci sono le truffe agli anziani, ma è una casistica diffusa. Io vengo da Vercelli, una realtà piccola, dove i cittadini sono corretti, un po’ simile alla realtà vicentina, e la fattispecie  più o meno è quella, anche perché la crisi economica spinge alcuni, che non riescono a trovare altro modo per sostentarsi, a riversarsi su obiettivi che loro ritengono più accessibili”.

Può già tracciare un bilancio di questo suo primo periodo a Vicenza, dell’accoglienza ricevuta?

“Diciamo che abbiamo impostato tante cose, ma bilanci non se ne possono ancora fare. Ho trovato grande vitalità da parte del personale, devo dire che forse sono stato un po’ coccolato nel primo periodo e mi auguro di continuare su questo percorso. Penso che se si proseguirà su questa strada avremo dei buoni risultati”.

Monica Zoppelletto

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