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Quale futuro per la medicina di gruppo a Vicenza?

Si parlerà di medicina di gruppo e più in generale della sanità territoriale nel vicentino, in un incontro che si terrà domani, martedì 28 ottobre, alle 17, a Vicenza, a Palazzo Trissino, nella sala Giovanni Chiesa. L’incontro è voluto dalla Commissione Servizi alla popolazione del Comune di Vicenza, ed è solo il primo di alcuni approfondimenti previsti su questo tema. Saranno ascoltati il direttore dei Servizi sociali e della Funzione territoriale, Paolo Fortuna, il direttore del Distretto di Vicenza, Paola Costa, il responsabile della Medicina territoriale della Ulss 6, Antonio Matteazzi, il presidente della Fai Berica, Eleonora Poletto e il responsabile dell’Utap di Viale Trieste dott. Mauro Loison.

Ricordiamo che la medicina di gruppo, nel vicentino, potrebbe diventare una realtà importante, caratterizzandosi come una delle scelte di maggior buon senso fatte ultimamente. Come è noto, si tratta di un sistema di collaborazione e coordinamento tra soggetti della sanità teso a migliorare e razionalizzare il servizio offerto grazie una reale sinergia. Una sorta dunque di associazionismo tra professionisti, nel caso specifico medici di famiglia, così da avere ad esempio ambulatori aperti 24 ore su 24. Ricordiamo inoltre che la medicina di gruppo è una modalità operativa prevista da una specifica normativa dalla Regione Veneto.

Un momento di difficoltà c’era stato nei mesi scorsi, quando l’Ispettorato del Lavoro aveva eseguito controlli sugli ambulatori associati di medici di famiglia nelle Ulss 6 e 4, contestando la violazione di norme del diritto del lavoro per le assunzioni del personale dipendente, elevando sanzioni e disponendo la cessazione del rapporto di lavoro. Rischiavano così di chiudere sette medicine di gruppo che assistono migliaia di persone, lasciando a casa 60 fra infermieri e impiegati. E non aveva mancato di serpeggiare una certa preoccupazione tanto che la commissione Servizi alla popolazione del Comune di Vicenza aveva deciso di approfondire la questione.

“Nel corso di questi mesi la commissione – si legge in una nota a firma del suo presidente, Raffaele Colombara, – ha avuto modo di visitare due esperienze avviate positivamente in città e nei comuni limitrofi. Sul tema ha anche ascoltato il direttore generale della Ulss 6, Ermanno Angonese. In queste occasioni sono emerse le notevoli positività che una impostazione di questo genere porta, con una sanità più vicina alle esigenze dei cittadini, un risparmio nella gestione ed una razionalizzazione delle risorse, tra le quali il 36% di accessi in meno al Pronto Soccorso e la riduzione delle liste d’attesa. Sulla questione, inoltre, aveva prodotto un’interpellanza, facendosi interprete della preoccupazione di molti cittadini, dei medici, degli infermieri e degli impiegati coinvolti rispetto al possibile blocco di attività e strutture”.

Ora la Commissione vuol riprendere in mano e approfondire ulteriormente la questione dedicando appunto questi  incontri alle proposte che stanno emergendo. Una prima proposta è dedicata allo specifico tema della Medicina di Gruppo; una seconda invece tende ad approfondire più in generale indirizzi e prospettive della medicina del territorio, un progetto che dovrebbe dare risposte innovative a migliaia di cittadini su un bene primario come quello della salute.

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